Capello futuro da sceicco in Qatar con un «ingaggio» di 34 milioni

Don Fabio e il Qatar. Storia di un amore che va oltre il faraonico stipendio di 34 milioni di euro e la scomoda presenza di Sebastiao Lazaroni sulla panchina degli «Annabi». Il progetto è più ampio e prevede il coinvolgimento diretto di Capello nella stanza dei bottoni della federcalcio di Doha. Il Qatar non ha praticamente calciatori che militano all'estero e l'attuale ct inglese potrebbe disporre degli atleti tutte le volte che lo riterrà opportuno. Organizzando stage, raduni collegiali, fermando il campionato, ma anche spingendosi oltre. L'idea della federazione è quella di creare una sorta di «Team Doha», di fatto la nazionale, che disputerà il torneo di massima divisione a partire dalla stagione 2014-2015. Un team ovviamente guidato da Capello per migliorare settimana dopo settimana gli automatismi e preparare al meglio la squadra che disputerà la Coppa del Mondo del 2022. Il blocco sarà composto dai giocatori che attualmente vestono la maglia della nazionale, ma verrà integrato dai promettenti allievi dell’Aspire Academy, giovani di belle speranze prelevati ai quattro angoli del mondo. Per ora minorenni, ma in prospettiva abili e arruolati, con un passaporto nuovo di pacca, per l'avventura iridata. Capello, vale la pena ricordarlo, è la «terza scelta» della famiglia Al Thani. Il sogno impossibile è Pep Guardiola, che non ha ancora rinnovato col Barcellona, ma propenso a lasciare la Catalunya solo per guidare un altro club. E il principesco contratto in Turchia è stata la ragione che ha spinto l'olandese Guus Hiddink a rispedire al mittente l'invito degli sceicchi.