La capitale? È sempre più sicura

Nove milioni per il parco auto delle forze dell’ordine, più risorse ai vigili del fuoco, lotta al bullismo. E fine dell’emergenza nomadi. Sull’esempio di Berlusconi, Renata Polverini ieri ha annunciato i punti fermi del piano sicurezza per la Regione, alla presenza del sindaco Gianni Alemanno e del sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano. Un vero e proprio patto di sangue con gli elettori. Scadenze, impegni di spesa, risorse. Tutto nero su bianco.
L’obiettivo è di ottimizzare e aggiornare il «Secondo Patto per Roma sicura» siglato nel luglio 2008 dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, dal prefetto di Roma, dal sindaco Alemanno, dal presidente della Provincia Nicola Zingaretti e da quello della Regione, Piero Marrazzo. Quest’ultimo si era impegnato a investire per la sicurezza 11 milioni in tre anni (dal 2008 al 2010). Ma nel 2008 dei 4 milioni stanziati in bilancio sono stati effettivamente erogati appena 200mila euro. Peggio ancora nel 2009: 4 milioni stanziati, ma da via Rosa Raimondi Garibaldi non è uscito il becco di un centesimo.
Dal duo Marrazzo-Montino, insomma, tante chiacchiere e pochi fatti. «Noi invece - afferma la Polverini - rispetteremo gli impegni finanziari, versando le somme già in bilancio e completando lo stanziamento nel 2010». In più, annuncia, verrà disposto un ulteriore contributo di 12 milioni in tre anni, a partire dal 2010. I soldi verranno destinati come di seguito. 1) 1.500.000 euro per rimettere a posto le caserme dei carabinieri a San Paolo, Monteverde, viale Eritrea. 2) 8.700.000 euro per l’auto-parco della Questura di Roma (3,5 milioni), del comando provinciale dei Carabinieri (3 milioni) e della GdF (2,2 milioni), per un totale di 400 nuove auto. 3) 800mila euro per un nuovo presidio dei Vigili del fuoco a nord della capitale. 4) 1.000.000 di euro, infine, per l’acquisto di computer portatili per il personale della Questura di Roma. L’impegno è anche di «incrementare i meccanismi di legalità e trasparenza dei pubblici appalti e delle attività commerciali, attraverso protocolli con la Prefettura, i sindacati, gli imprenditori», e di prevenire il lavoro sommerso nei cantieri. Altri punti fermi: lotta al bullismo, rafforzamento degli sportelli anti-racket e anti-usura, definitivo superamento dell’emergenza nomadi nel Lazio. Fra le misure annunciate anche una «mappa del rischio» nel territorio.
Ieri sono stati anche forniti gli ultimi dati aggiornati del Viminale sui reati a Roma. I furti sono scesi dai 164.479 del 2007 (ultimo anno dell’era Veltroni) ai 101.795 del 2009. Le rapine si sono praticamente dimezzate, passando da 4546 a 2597. In calo anche i reati di riciclaggio (da 77 a 47), contraffazione (da 513 a 201), sfruttamento della prostituzione (da 112 a 73), contrabbando (da 79 a 18). In totale si è scesi da 225.774 reati nel 2007 a 158.482 nel 2009. Con un calo quasi del 30 per cento. Alemanno non nasconde la soddisfazione: «È il risultato dell’impegno costante del Comune, delle forze dell’ordine e del Viminale. Se la Regione Lazio con Polverini spingerà nella stessa direzione, possiamo ottenere risultati mai raggiunti. La sicurezza - conclude - è il primo diritto dei cittadini».