«A Carbonia ci sono tanti invalidi? Sì, ma non sono falsi»

Caro direttore,
ho letto la sua risposta alla lettrice che parlava della sua invalidità dovuta alla poliomielite, sul «Giornale» del 27 febbraio. La storia della signora è toccante. Io già le avevo scritto subito dopo l’uscita della vostra inchiesta sulle pensioni d'invalidità percepite in maniera illecita, e le dicevo che in quei casi meritano di essere puniti con la galera sia chi percepisce l’indennità, sia i medici che hanno dato la documentazione falsa sia le commissioni delle Asl o dell'Inps che le hanno concesse. Io le scrivo da Carbonia. Nel suo giornale, che noi leggiamo da anni condividendo le vostre idee, riportate la notizia che la nostra è una delle province italiane con più alta percentuale di invalidi, classificando tutte queste persone come ladri e bugiardi. Fra questi c’è anche mio marito, al quale l'Inps ha sospeso la pensione d'invalidità (446 euro mensili), per via degli accertamenti che son già stati effettuati ma riguardo ai quali ancora non abbiamo ricevuto risposta. Mio marito ha 62 anni non ha i contributi per la pensione, e il contratto a tempo determinato gli scade una settimana prima dell'operazione per l'asportazione del tumore. Quindi oggi non ha neppure quella miseria per mangiare. Il mio discorso però, voleva portarmi a chiederle se vi siete domandati se il 4 per cento di questa popolazione è tutta falsa e ladra, o se forse c'è qualche causa che fa ammalare la gente? Glielo dico io, che lavoro part-time nel nostro ospedale e tutti i giorni vedo persone conosciute e no morire di tumori e di leucemia e da qualsiasi altra malattia che può scatenare l'inquinamento provocato dal polo industriale di Portovesme, che si trova al centro tra Carbonia e Iglesias. Riesce a immaginare quante persone conosciute e no, giovani e meno giovani vediamo in sedia a rotelle a causa delle varie malattie? Lo sa che vediamo sempre più persone affette da distrofia muscolare, che non so da cosa può essere causata, ma ho sempre più dubbi che l'inquinamento c’entri qualcosa... Non le voglio dire quanti necrologi ci informano che qualche nostro coetaneo ci ha lasciati grazie a qualche tumore che si è manifestato quando ormai era troppo tardi. Sì, forse qualche ladro bugiardo c'è anche qui, ma forse, prima di ribadire la nostra disonestà come ha fatto lei anche oggi nella sua risposta a quella signora, sarebbe opportuno informarsi adeguatamente, visto che certe informazioni da chiunque siano divulgate a volte vanno prese con le pinze. Spero che almeno legga questa mail, non per altro se non per rendersi conto che esistono realtà che non si possono raccontare con una semplice percentuale. La ringrazio e la saluto, continueremo a leggere il suo giornale.
- Carbonia

Ha ragione, Bruna: ci sono realtà che non si possono raccontare con una semplice percentuale. E la ringrazio per averci aiutato a entrare nella realtà di Carbonia con una passione che nessun numero può dare. Noi, sia chiaro, non abbiamo accusato nessuno, tanto meno suo marito, di essere ladro e bugiardo. Abbiamo semplicemente pubblicato delle statistiche. E i risultati di alcune indagini. Le indagini ci dicono che ci sono almeno 200mila falsi invalidi, che rubano il pane di bocca, in un modo vergognoso, a suo marito, alla poliomielitica che ci ha scritto l’altro giorno e a tanti altri veri malati. Bisogna intervenire, dunque, anche lei è d’accordo. E cosa c’è di scandaloso se, nell’intervenire, si cominciano i controlli proprio nelle province dove, a torto o a ragione, le percentuali di invalidi sono più alte?