La carica degli azzurri «usato sicuro»

Gianni Gross

Federica Pellegrini unica tra le ragazze e poi, a seguire, Massimiliano Rosolino, Filippo Magnini, Emiliano Brembilla, Alessio Boggiatto. Cinque nomi per il podio ai mondiali di Montreal, con la bionda valchiria di Spinea favorita per l’oro, medaglia che per i quattro maschi si colloca in una nebulosa lontana nel cielo canadese. La noncuranza con cui Federica la scorsa settimana, mezza influenzata, ha liquidato Claudia Poll e Camelia Potec nei 200 stile libero al «Sette Colli», la regolarità dei risultati della stagione indoor, la freddezza agonistica, ne fanno la favorita assoluta per un titolo che dev'essere soprattutto rivincita per quello olimpico che proprio la Potec le ha sfilato ad Atene per un solo centesimo, con un'ultima bracciata assassina. Non a caso la romena, che nell'azzurra ha riconosciuto un'avversaria ormai troppo forte e veloce, sembra orientata a deviare le sue ambizioni verso i 400 dove può trovare maggiori spazi per le sue qualità di mezzofondista.
Per Federica oltre al titolo, si parla di attaccare il record del mondo di Franziska van Almsik, di cui è l'erede naturale. Come lei talento precocissimo, come lei argento olimpico all'esordio internazionale e come lei esposta ai rischi di una pressione che dopo Montreal potrebbe diventare l'unico ostacolo alla sua completa maturazione.
Un'impresa, quella di non farsi consumare da passerelle e comparsate che è riuscita a Rosolino, nonostante gossip e cronache mondane gli dedichino ormai più spazio di quelle sportive. A 27 anni, in acqua Max è rimasto il ragazzino entusiasta, capace di nuotare con la stessa caparbia determinazione che già lo ha portato all'oro olimpico e a quello mondiale.
Se i 100 stile sono la gara più nobile del programma del nuoto, per Filippo Magnini l'occasione difficile per diventare il protagonista assoluto di questi mondiali. Ha il miglior tempo stagionale e una seconda vasca da meno di 25” che lo rende imprendibile nei finali. Per vincere o andare sul podio dovrà osare di più in partenza.
Osare è anche l’imperativo per Emiliano Brembilla, il più secondo del nuoto azzurro, quello che vince in serie in Europa ma trova sempre un ostacolo centesimale quando il podio è olimpico o mondiale. Anche il bergamasco soffre di partenze lente che non sempre riesce a trasformare in finali vincenti, soprattutto a questi livelli.
L'oggetto misterioso del nuoto azzurro infine è oggi Alessio Boggiatto. La rinuncia di Phelps ai 400 misti a Montreal gli spianerebbe la strada verso la conferma del titolo di Fukuoka. Come riferimento, al posto di Phelps, l'ungherese Cseh, uno che non è da sottovalutare.