Carmen García Moyon

Suo padre era spagnolo e sua madre francese. Carmen García Moyon nacque nel 1888 in Francia, a Nantes. Ai primi del Novecento la sua famiglia tornò in Spagna e si stabilì a Segorbe, nella regione del Castellón. «La francesina», come la chiamavano, nel 1928 entrò fra le suore Terziarie Cappuccine, fondate qualche tempo prima dal b. Luís Amigó. Pronunciò i voti temporanei ma, giunto il tempo, non li rinnovò. Non conosciamo i motivi di questa sua scelta. La ritroviamo nella cittadina di Torrente, in diocesi di Valencia, a fare la pia donna a vantaggio dei frati del locale convento di Monte Sión: Carmen insegnava il catechismo ai bambini dell’oratorio, teneva pulita la chiesa, preparava gli arredi dell’altare. Aveva aperto un laboratorio di sartoria nella propria casa e le ragazze della parrocchia vi imparavano soprattutto l’arte del rammendo. Sì, in un tempo in cui le confezioni di massa erano ancora di là da venire, saper effettuare dei rammendi invisibili sui vestiti era fondamentale e tutti ne avevano bisogno. Carmen, piccola e rotondetta, era la gioia personificata e la gente voleva bene a quella «francesina», come ancora la chiamavano nel 1937 malgrado i suoi ormai quarantanove anni. Non si era sposata e tutta la sua vita ruotava attorno alla parrocchia. Ma proprio per questo i miliziani la acciuffarono e la portarono sulla via per Montserrat, al Barranc de les Canyes (traduzione: Burrone dei Cani). Qui giunti, poiché era ormai buio, si divertirono a cospargerla di benzina e a darle fuoco, godendo di quella fiaccolata danzante. Morì gridando «Viva Cristo Rey!».