"Carosello e poi a letto": cofanetto con 30 anni di spot

La chiamavano réclame, alla francese. Perché era quella la lingua «in»
ai tempi. Gli slogan in inglese elementare, come «life is now», erano
lontani, l’aspirazione collettiva non era essere fichi, ma avere classe.
Insomma, era un altro mondo

La chiamavano réclame, alla francese. Perché era quella la lingua «in» ai tempi. Gli slogan in inglese elementare, come «life is now», erano lontani, l’aspirazione collettiva non era essere fichi, ma avere classe. Insomma, era un altro mondo. Era un’Italia ormai lontana, più ruspante e ingenua (almeno nei mezzi di comunicazione, perché i consumatori erano molto più attenti alla qualità del prodotto di quanto lo siano oggi). Erano i tempi del Carosello, dal 1957 al 1977 appuntamento fisso delle famiglie italiane. Dopo vent’anni e settemiladuecentosessantuno (7.261) episodi, in un mesto giorno di Capodanno del 1977, sarebbe toccato all’icona nazionale Raffaella Carrà far calare quel sipario che si era alzato, per la prima volta, il 3 febbraio 1957. La Carrà lo diceva: si chiude qui. E lo faceva con in mano un bicchiere di Stock 84. Il sottinteso era che l’Italia era cambiata e che tanto valeva berci su. Raffaela sorrideva, ma gli italiani avevano capito: con Carosello si era passati dal boom economico agli anni di piombo.

A chi li intervistava per strada i giovani «impegnati politicamente» rispondevano che Carosello era «simbolo del mercimonio e del consumismo»: giusto chiuderlo. Chissà se adesso, rosi dalla nostalgia e probabilmente liberi dal moralismo, gli stessi confermano quelle combattive fregnacce anni ’70.

Questa e tante altre testimonianze video, a cominciare da una cascata di «caroselli» d’epoca, sono disponibili in uno splendido cofanetto dvd dal titolo Carosello... e poi a letto, appena pubblicato da Cecchi Gori. Quattro dvd dai quali pescare le réclame dal 1957 al 1977: spot diretti da registi illustri come Luciano Emmer (considerato l’inventore della formula, nonché della mitica sigla, realizzata la notte prima di andare in onda, sulle note di una tarantella aggiornata di un classico anni ’20 intitolato Pagliaccio), Gillo Pontecorvo, Ermanno Olmi, Sergio Leone, Pupi Avati. I protagonisti? Reggetevi forte: Macario e Sandra Mondaini, Paolo Panelli, Nicola Arigliano, Raimondo Vianello, Ugo Tognazzi, Alighiero Noschese, Vittorio Gassman, Virna Lisi, Walter Chiari, Aldo Fabrizi, Renato Rascel, Ubaldo Lay, Tino Scotti e persino il Nobel Dario Fo che ai tempi non faceva il mâitre-à-penser, ma si piazzava una parrucca medioevale sulla testa pur di pubblicizzare la margarina Flavina. Motivi musicali e slogan che si accavallano nella memoria, da «Olivolì Olivolà» della Saclà, a «Brava brava Mariarosa» del lievito Bertolini, da «Miguel son semper mì» dei biscotti Matuttini Talmone a «E che ci ho scritto, Jo Condor?» della Ferrero, da «Ti spunta un fiore in bocca» della Colgate a Franco Cerri uomo in ammollo della Bio Presto. Senza contare i più datati Tenente Sheridan (1967, Ubaldo Lay al servizio delle lamette Superinox Bolzano), Virna Lisi «bocca della verità» nel 1957 per il dentifricio Chlorodent (con tanto di dentista a raccomandarlo, ebbene sì) e infine Tino Scotti (nel 1958) per i confetti Falqui, «il farmaco per tutte le età dal dolce sapore di prugna».

Ironia della sorte, il primo spot offerto dal dvd vede protagonista il grande Vianello, recentemente scomparso: interpreta un dottore che visita Ugo Tognazzi e ne scopre l’insana passione per le pizzette. Pubblicità degli stuzzichini? Manco per sogno: detersivo Olà. Come ci arrivano? Magie del Carosello, spot che non erano tali, e che sconfinavano oltre la dittatura dei trenta secondi. Oggi c’è Totti con signora, bravi e simpatici e chi dice di no: ma se ci piacciono tanto è perché ci evocano un frammento del Carosello che fu.