La «Carta globale del paziente» colpito da fibrillazione atriale

Garantire una migliore diagnosi e trattamento della Fibrillazione Atriale e più efficaci misure per prevenire l’ictus ad essa collegato, facendole diventare una priorità sanitaria nazionale; migliorare le conoscenze e la pratica clinica del personale sanitario per garantire ai pazienti un trattamento appropriato durante tutto il percorso assistenziale; creare Registri Nazionali degli Ictus per registrare in modo sistematico e accurato l’incidenza, la prevalenza e gli esiti delle persone con ictus correlato alla Fibrillazione Atriale; promuovere campagne di informazione per aumentare la consapevolezza dei cittadini sulla patologia.
Questi alcuni dei principali punti contenuti nella «Carta Globale del Paziente con Fibrillazione Atriale», presentata per la prima volta in Italia a Roma durante un incontro scientifico tenutosi al Senato. La Fibrillazione Atriale è l’aritmia cardiaca più comune, causa del 15-20% di tutti gli ictus trombo embolici, il disturbo cardiovascolare più comune dopo le cardiopatie, che colpisce 9,6 milioni di persone in Europa, con un’incidenza di 2 milioni di soggetti l’anno. Inoltre gli ictus collegati a fibrillazione atriale sono più gravi, provocano invalidità maggiori e sono associati a un aumento del 70% del tasso di mortalità rispetto agli eventi che colpiscono chi non ne è affetto.