Casa Carità, festa nel nome di Martini

E' giunta la suo dodicesimo anno di vita, la Casa della Carità, in via Brambilla nel quartiere di Crescenzago. La volle allora il Cardinal Martini, come luogo che unisse l'amore del Vangelo e la passione per la società civile. Ma è grazie a un lascito dell'imprenditore lombardo Angelo Ariani che due anni dopo la struttura diventa operativa. Oggi ne è presidente Don Virginio Colmegna e i suoi garanti sono l'Arcivescovo di Milano e il sindaco Pisapia.
Qualche dato per capire l'importanza di questa Fondazione: oltre 300 persone annualmente ospitate, più di 2000 ore di lezione di italiano, 170 percorsi di inserimento lavorativo, ospiti di 90 Paesi diversi.
La Casa della Carità si prende cura di famiglie senza casa, giovani migranti, mamme con bambini e persone con problemi di salute mentale. Sono circa 1200 le visite mediche e psichiatriche che questa struttura rende possibili. La Fondazione è vissuta come una vera e propria casa, dove il personale abita insieme alle persone accolte all'interno di una relazione di conoscenza e rispetto. Si tratta di una accoglienza temporanea e attiva: gli ospiti vengono coinvolti nel proprio reinserimento sociale, nella ricerca di un lavoro e di un'abitazione e intorno a loro vengono costruiti percorsi personalizzati che gli aiutino a tornare autonomi. Vero e proprio laboratorio sociale e culturale, la Casa della Carità ha al suo interno, il centro studi sulla sofferenza urbana, biblioteca del confine, l'Accademia della Carità. La Casa promuove inoltre attività e produzioni artistico-artigianali, convegni e iniziative aperti a tutta la cittadinanza. Nelle periferie della città la Casa realizza anche progetti sociali che vanno incontro ai bisogni delle fasce povere e fragili della popolazione; anche al di fuori della Casa stessa: dagli anziani del quartiere alle famiglie rom che abitano i campi. E' insomma una struttura che si occupa dei bisogni più elementari (le docce per chi non se le può permettere), ai diritti delle persone. Grazie all'aiuto di avvocato e operatori, gli ospiti possono ottenere documenti, tessere sanitarie, permessi di soggiorno, passaporti, nonché il necessario per favore i ricongiungimenti familiari. A questo aiuto pratico la Casa aggiunge un lavoro di sensibilizzazione delle istituzioni e dell'opinione pubblica sul tema dei diritti di cittadinanza. Proprio perché l'accoglienza della Casa della Carità è un'accoglienza temporanea, le persone che a essa si rivolgono vengono accompagnate nella ricerca di una autonomia che le consenta un'abitazione: spesso vengono così inserite in appartamenti seguiti dagli stessi operatori della Fondazione. La stessa cosa vale per un'autonomia nell'ambito lavorativo: corsi di formazione, tirocini, borse-lavoro, cooperative e imprese sociali, hanno tutti come obiettivo l'occupazione per i suoi ospiti.