Caso Emergency, da Berlusconi lettera a Karzai E Frattini: "Matteo Pagani verso la liberazione"

Lettera del premier
italiano al presidente afgano. Ma Frattini: "Voglio conoscere con urgenza le accuse mosse. Gli italiani in buona salute, uno verso la liberazione". Verso creazione di un team italo-afgano per l’accertamento dei fatti. Strada: "Chi di dovere si dia una
mossa"

Kabul - L’Italia non è soddisfatta del modo in cui le autorità afgane stanno gestendo la vicenda dei tre operatori di Emergency arrestati nel loro ospedale nel sud del Paese e il premier Silvio Berlusconi ha scritto una lettera al presidente afghano Hamid Karzai, chiedendo "una risposta urgente". "Non sono soddisfatto della risposta delle autorità afghane", ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un’audizione alle commissioni Esteri di Camera e Senato, circa gli elementi a carico dei tre arrestati e il rispetto del loro diritto di difesa. "Vogliamo conoscere gli elementi di prova e che venga garantito il diritto pieno alla difesa. Sono deciso a intensificare alcune azioni per l’acceleramento dei fatti con il pieno rispetto del diritto a nominare un avvocato", ha spiegato il capo della Farnesina. Frattini ha detto anche, ma senza fornire dettagli, che uno dei tre operatori "potrebbe essere rimesso in libertà se non dovessero esserci elementi di prova".

Un italiano verso la liberazione Sarebbe Matteo Pagani l’operatore di Emergency che potrebbe presto essere liberato. È quanto avrebbe riferito il direttore dell’Aise, Adriano Santini, ascoltato oggi in audizione dal Copasir. Secondo quanto si apprende, le accuse nei confronti di Pagani, tecnico della logistica dell’ospedale di Lashkar Gah, sarebbero più leggere rispetto a quelle che riguardano gli altri due medici di Emergency, Marco Garatti e Matteo Dall’Aira.

Le accuse agli italiani Nel corso dell’audizione Frattini ha precisato che i tre operatori di Emergency arrestati sabato nell’ospedale di Lashkar Gah pur non essendo formalmente incriminati "sono stati accusati di detenzione consapevole di esplosivi e di armi da guerra, e sarebbero stati anche accusati di essere coinvolti in un complotto in due fasi. La prima fase - ha detto Frattini - si sarebbe dovuta concretizzare in un attentato in un’area civile della città con l’obiettivo di causare vittime civili e feriti, e di trasferire poi i feriti all’ospedale di Helmand. La seconda fase di questo presunto piano, che è stato contestato dai servizi di sicurezza, avrebbe dovuto svolgersi attraverso un invito al governatore afgano di Helmand a fare visita ai feriti presso Emergency, dove un attentatore suicida avrebbe dovuto farsi saltare in aria nei locali dell’ospedale. Questa la contestazione rivolta nella prima fase degli interrogatori" ha dichiarato Frattini.

Frattini: "Insoddisfatti delle risposte" Sebbene da Berlusconi sia stata spedita una lettera per chedere risposte "urgenti e concrete", la Farnesina si è detta insoddisfatta. "Desideriamo conoscere con urgenza le configurazioni dell’accusa che viene mossa ai cittadini italiani - ha spiegato Frattini - vogliamo conoscere gli elementi di prova e che venga garantito il diritto pieno alla difesa. Sono deciso a intensificare alcune azioni per l’acceleramento dei fatti con il pieno rispetto del diritto a nominare un avvocato", ha aggiunto Frattini, che ha riferito di aver incaricato l’ambasciatore a Kabul con "di recapitare un messaggio personale e lettera del presidente Berlusconi" al presidente afghano, Hamid Karzai. "Sono certo - ha sottolineato il capo della Farnesina - che il rapporto tra Italia e Afghanistan e il nostro impegno per lo sviluppo del Paese meriti una risposta tempestiva alle nostre richieste in tempi rapidi".

Gli italiani in buona salute La vicenda per gli altri cinque va verso una "positiva conclusione" nel senso che stiamo lavorando per fare in modo che presto "potranno lasciare l’Afghanistan". L’ambasciatore italiano a Kabul Claudio Glaentzer quando domenica scorsa ha potuto incontrare i tre operatori di Emergency arrestati in Afghanistan, li ha trovati "in buono stato di salute" anche se "certamente assai provati sotto il profilo emotivo". Frattini ha spiegato che "il generale Naim (capo dell’Nds, ndr) ha assicurato di aver dato disposizioni che ai tre venga garantito un trattamento rispettoso dei loro diritti individuali". Uno dei tre operatori di Emergency arrestati in Afghanistan potrebbe, infatti, essere rimesso in libertà se non dovessero esserci elementi di prova.

Frattini: frecciata a Strada Alcune dichiarazioni fatte "fuori da questo parlamento" come quelle di "Gino Strada, in cui, in questi momenti, si accusano gli Usa, la Nato e l’Isaf" di certo "non aiutano l’azione diplomatica" ha detto ancora Frattini, intervenendo a Montecitorio.

Strada: "Bisogna muoversi" "E' ora che chi di dovere si dia una mossa. L’Italia ha tutti i mezzi per poter dire semplicemente: 'Consegnateci i nostri tre connazionali subito e in ottime condizioni'", ha detto a Sky Tg24 il fondatore di Emergency, Gino Strada. "Questa è chiaramente una manovra politica per screditare il lavoro di Emergency. Da cittadino italiano e non da membro di Emergency - ha aggiunto il chirurgo - ritengo questa cosa molto offensiva per il nostro Paese. Chi dal nostro paese riceve due milioni di euro al giorno, anche se sotto forma sbagliata, non può permettersi di trattare cittadini italiani in questo modo". "Vogliamo renderci conto che è la prima volta che c'è una guerra internazionale e non c'è un giornalista che possa dire ai cittadini del mondo cosa sta succedendo? In qualche modo l’ospedale di Emergency funzionava come punto di osservazione".