Il castello di Lajone, tra arte e mistero

Chi non ha mai sognato anche da solo una volta da bambino di vivere in un castello? Se volete dare al vostro sogno un nome c'è il Castello di Lajone in Piemonte, tra Asti e Alessandria

Chi non ha mai sognato anche da solo una volta da bambino, ma anche da grande di vivere in un castello e giocarci con tutta la fantasia tra spiritelli, cavalieri, dame e cavalli? Non è un caso che Harry Potter abbia avuto così tanto successo, con tutto rispetto per la sua autrice. Che ne sarebbe stato del maghetto di Potter se non avesse avuto un castello dentro il quale studiare e praticare magia?

Ebbene se vi volete togliere la voglia di sentire tante emozioni tutte insieme e dare al vostro sogno un nome c'è il Castello di Lajone in Piemonte, tra Asti e Alessandria nel Comune di Quattordio, circondato da laghetti, boschi, e torrenti come la Gaminella, Chiesetta, Tagliarolo e Sant'Andrea. Acque che da sempre hanno permesso di avere ricchi raccolti di cereali, canapa e uve nella campagna circostante il maniero. Questo luogo attirò l'attenzione di numerose famiglie nobili che possedevano dimore eleganti per la villeggiatura. La cura dei terreni, delle cascine e della coltivazione era affidata ai contadini locali.

Tra i molti villeggianti verso la fine del Cinquecento arrivò a Quattordio Cristiernia, figlia di Cristiernio, il Re della Danimarca, ospitata dai conti Civalieri. Il paese era stato a lungo proprietà dei nobili Guttuari di Asti che a partire dal XIV secolo, oltre al territori di Masio, possedevano anche ben 48 punti di giurisdizione feudale intorno a questo luogo. Ma la storia non si ferma ai Guttuari, perchè si sono avvicendati a queste famiglie anche i Civalieri, i Mantelli, gli Olivazzi, i Colli, tutti nome per il tempo altisonanti.

In quel determinato periodo storico, un po' perchè le famiglie più agiate volevano distinguersi e un po' per credo religioso, iniziò la consuetudine di tramandare ai posteri i propri averi facendo in modo che le chiese portassero il nome di questo o di quel casato: venivano donate cappelle, altari, luoghi sacri e anche lasciti ai cappellani. Da qui il nome di "cappellania" dato alle istituzioni non parrocchiali. Alla famiglia concedente l'altare veniva accordato il diritto di patronato che, se laico come nel caso dei nobili, competeva oltre al patronato stesso anche ai suoi eredi. Furono le vicissitudini conosciute da uno di questi lasciti, una "cappellania", a svelare un pezzo della storia di un edificio conosciuto a Quattordio come Castello di Lajone.

Correva l'anno 1624, quando l'allora feudatario di Quattordio, Annibale Guttuario, fece testamento davanti al notaio Pietro Maccabeo istituendo una "cappellania" che comprendeva diverse proprietà, tra le quali anche gli "Edifici Padronali e Rurali" ad essa aggregati in questo territorio, denominati del Lajone. Il nobile Guttuario fece erigere una cappella nella chiesa parrocchiale di Quattordio e la dedicò alla Beata Vergine del Carmine, dotandola di una lista di possedimenti che riempiva diverse pagine dell'atto notarile in questione, nel quale compare la proprietà di Lajone.

L'edificio padronale andava via via assumendo l'aspetto di dimora signorile e di castello, per volere del proprietario in virtù del suo rango.

Estintesi i Guttuari la proprietà di Lajone se la contesero i Conti Mantelli, i Marchesi Inviziati Baggiani e Branciforte, i Conti Cavalieri...tanto che a nel 1824, per risolvere i litigi per accaparrarsi la proprietà, venne emessa un'ordinanza dell'Eccellentissimo Real Senato di Torino. Alla fine gli edifici padronali di Lajone andarono al Marchese Carlo Inviziati Baggiani di Braciforte, ultimo proprietario nobile. La proprietà successivamente venne venduta a ricchi possidenti terrieri e borghesi tra i quali i Croce e i Berruti. Oggi il Castello di Lajone con il suo parco secolare e le sue stupende scuderie è stato completamente restaurato grazie all'amore di una famiglia milanese di adozione ma veneta di nascita.

Le sale affescate, lo scalone che porta al primo piano, la torre, i camini, i tappeti, i lampadori di cristallo, il trono dorato così pure le consolle e divanetti sono tutti d'epoca. Ci sono ritratti del Settecento e dell'Ottocento e alcuni di soggetti religiosi di rara bellezza. Nelle cantine a volta, si possono ammirare le bocche di lupo e l'infernott; piantina a pianta pentagonale fornita di vini pregiati situata sotto il torrione. Da qui durante il periodo destinato alle visite turistiche dopo una "scalata" di cento gradini avviluppati da pareti originali, si può godere una vista panoramica a 360 gradi sulla valle. Il castello è circondato da un parco secolare composto da piante rare come il pino ispanico, calodendron, pino silvestre marittimo, sofora nipponica e querce. Non mancano aiuole fiorite e una piscina circondata da stutue, dei gazzebi e una scuderia rimodernata pur mantenendo le parti originali che ben si adatta a festi e ricevimenti. Tra le altre curiosità cittadine c'è la chiesa di San Pietro, Palazzo Negri di Saanfront, attuale sede del Comune, Palazzo Tapparone e Palazzo Olivazzi. Ma la cosa che più incanta è il lungo viale di alberi fioriti candidi come la neve che porta al cancello del Castello di Lajione dove si dice a fare da custode in realtà ci sia una fantasma protettore che la leggenda dice sia una donna il cui nome lo sanno in pochi tra i quali naturalmente gli attuali proprietari. Molte spose vogliono festeggiare qui le loro nozze, in una scenografia secolare e moderna, ricca di confort al tempo stesso attratti dalla bellezza del posta e dalla magia che il Castello continua ad emanare nei secoli. (Un sito è a disposizione di turisti, studiosi e interessati).