Il Cav il più votato, ma dimezza le preferenze

Il presidente del Consiglio resta sempre il più votato. Ma non riesce a raggiungere le 52.577 preferenze raccolte
nel 2006. Seguono l’architetto Stefano Boeri e il leghista Matteo
Salvini. In un
anno Letizia Moratti ha perso quasi 8 punti e ben 12
dalle scorse comunali

Milano - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi resta sempre il più votato. Ma non riesce a raggiungere le 52.577 preferenze raccolte nel 2006: il premier si deve accontentare di poco più della metà (27.972), secondo i dati definitivi forniti dall’ufficio elettorale del Comune di Milano. Con il 28,75% dei consensi il più importante partito del centrodestra resta il più votato in città ma è la vittima più illustre del deludente risultato di Letizia Moratti: in un anno ha perso quasi 8 punti (era al 36% alle regionali) e ben 12 dalle scorse comunali quando Fi e An totalizzarono il 40,9%.

Nella gara delle preferenze il vicesindaco Riccardo De Corato resta il secondo più votato (5.786 voti), seguito dal cielllino Carlo Masseroli con 3.406. Deludente invece il risultato di Marco Osnato: il pupillo del ministro La Russa siederà in consiglio comunale ma come nono con appena 1.651 preferenze. Il risultato di De Corato appare ancor più opaco se paragonato a quello del suo eterno rivale, il leghista Matteo Salvini che lo ha distaccato di 4mila preferenze (8.913). Del resto l’elettorato del Carroccio ha concentrato tutte le preferenze proprio sull’eurodeputato, visto che il secondo eletto, Max Bastoni, ne ha raggranellate appena 602. Eppure anche la Lega con il suo 9,64% ha poco da gioire: rispetto al 2006 ha sì triplicato i voti (era al 3,8%) ma a Milano è arretrata di cinque punti rispetto alle regionali di un anno fa.

Sul fronte opposto, l’architetto Stefano Boeri, sconfitto da Giuliano Pisapia alle primarie, si afferma non solo come il più votato dopo Berlusconi (12.861), ma anche come il candidato che trascina il Pd a un risultato senza precedenti. Con un 28,64% i democratici hanno guadagnato due punti dal 2010 e quasi sei dalle scorse comunali. Dopo Boeri a fare incetta di voti tra i democratici il giovane Pierfrancesco Maran, sponsorizzato da Filippo Penati, l’ex verde Carlo Monguzzi e Pierfrancesco Majorino. Sugli scudi anche Sel (4,7%) e il cartello delle sinistre (3,1%) che confermano i voti presi dall’ala radicale nel 2006 ma a cui si aggiunge la buona performance della lista civica di Pisapia (3,86%).

Al palo invece i dipietristi dell’Idv (2,54%) che in un anno perdono a Milano cinque punti e i radicali (1,72%). Nel Terzo Polo la palma di più votato va al centrista Pasquale Salvatore anche se potrebbe avere più chance di entrare in consiglio Sara Giudice, visto il miglior risultato della lista civica di Fli e Api (2,69%) rispetto all’Udc (1,9%). Sul fronte delle preferenze i candidati più chiacchierati o dai nomi più roboanti si sono rivelati generalmente dall’appeal elettorale poco incisivo. Pessimo il risultato di Roberto Lassini (Pdl), l’autore dei manifesti anti-pm (872 voti); lo storico leader dei Radicali Marco Pannella ha recuperato 58 voti, la cantante Ornella Vanoni, in corsa per Letizia Moratti, ne ha presi 36.