Chavez rivoluziona pure l’anagrafe: ora vuol decidere i nomi dei bambini

La nuova legge proposta dal governo ne prevede solo 100

Per chi non l’avesse ancora capito qui non siamo in America. Dove un paio di anni fa mister Cleveland Evans, professore di Psicologia all’università di Bellevue, nel Nebraska, setacciando l’anagrafe nome per nome aveva scoperto che 273 maschietti e 298 femminucce erano stati battezzati con l’elegante nome di Armani e che 269 americani più Totti avevano chiamato la figlia Chanel. Senza contare le 24 Porsche parcheggiate nel girello, i 6 Timberland a piedi nudi nel seggiolone e, in ordine sparso, i Chivas Regal, le Nivea, gli Champagne e le Pepsi.
Per chi non l’avesse capito qui non siamo in America ma nemmeno in Cina. Dove più o meno un mese fa una coppia rimasta per loro fortuna anonima ha deciso di dare al proprio figlio un nome breve ma intenso: @. Cioè la chiocciolina di Internet. Il cui suono però in cinese vuol dire «amate lui». Nonostante il nome.
Per chi non l’avesse capito qui non siamo né in America né in Cina ma in Venezuela, nuova frontiera del castrismo, dove se riuscisse a passare un progetto di legge promosso dal presidente Hugo Chavez nessuno sarà più più libero di chiamare il proprio pargolo come cavolo gli pare, tanto meno con uno di quelli che ti condanna agli sghignazzi per il resto dei tuoi giorni. Sarà cioè vietato chiamare i neonati Mac Donald, Superman, Kennedy, Maolenin, Hitler, Batman, Chapulin, Nixon o Hiroshima: verrà proibita la registrazione di «nomi che espongano al ridicolo, stravaganti o di difficile pronuncia». Anzi, la bozza di legge prevede qualcosa di più: un elenco di 100 nomi consigliati da dare ai bambini. O scegli per il tuo piccolo un nome voluto dal governo o niente.
Certo il Venezuela non è che ti dia una mano. Qui adorano i nomi strampalati. Oltre a diversi John Wayne e a un paio di Jamesbond ricerche nei registri elettorali hanno rivelato più di sessanta Hitler, otto Hochiminh e sei Eisenhower. Nome di battesimo. Senza contare certe abitudini tutte loro. Moltissimi genitori, per esempio, il nome del piccolo se lo creano dal nulla componendolo con le sillabe di quello dei parenti. Tipo Mayulibel, che è la sintesi di Mario, Yulieta, Lisandro e Beatriz, cioè i quattro nonni della neonata. Basta scorrere l’elenco telefonico per trovare nomi che sembrano scioglilingua: Yurbiladyberth, Kleiderman Jesas, Yureimi Klaymar, Yusmary Shuain, Kleiderson Klarth, Yusmery Sailing, Kerbert Krishnamerk, Githanjaly Yornaichel. O come Temutchin del Espiritu Santo Rojas Fernandez, che, esasperato dal dover fare due volte lo spelling e ripetere cinque volte come si chiama ogni volta che deve fare una pratica burocratica, si dice contento della legge.
Il nuovo líder máximo dice che anche Argentina, Spagna e Svizzera prevedono restrizioni del genere, spiega che lo fa per salvare l’equilibrio psicologico dei bambini da un nome assurdo. E non ha tutti i torti. Uno per esempio che si chiama Hugo Chavez dovrebbe essere cancellato dall’anagrafe. E un po’ anche dalla storia.