"Che cos'è lo spread? Boh!"Le Iene smascherano i politici

Il programma di Italia1 ha mandato una <em>Iena</em> dai parlamentari per chiedere loro il significato di alcune parole: spread, rating, deficit. In molti casi le risposte sono imbarazzanti. <strong><a href="http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/259397/nobile-economia-e... target="_blank">Il video</a></strong>

Un nuovo servizio delle Iene getta discredito sull'intera classe politica italiana, da destra a sinistra, nessuno escluso. Con la crisi economica in corso, ogni giorno si leggono sui giornali o si ascoltano in tv parole come deficit, debito pubblico, inflazione, spread, rating...  Parole che non tutti conoscono. Ma chi è chiamato a legiferare per lo Stato dovrebbe sicuramente conoscerne il significato, quanto meno sommariamente. Invece dal servizio della Iena Sabrina Nobile si vede che buona parte dei nostri parlamentari hanno grosse difficoltà a districarsi nell'abc della crisi. Le risposte di alcuni sono addirittura imbarazzanti.

Qualcuno, a onor del vero, ha risposto correttamente come La Malfa (Gruppo Misto), qualcun ha preferito non rispondere, come Pes (PD) o Pippo (Popolari d’Italia domani), mentre alcuni hanno avuto parecchie difficoltà.

In merito allo spread, Di Caterina (Pdl) dichiara: "Se parliamo di spread, parliamo in termini economici di qualcosa che praticamente interessa l’economia ma io non sto in commissione finanze nè sto in commissione del bilancio". Cera (Udc) tira in ballo le famiglie: "Ormai hanno totalmente messo... si sono completamente disseccate di quei pochi risparmi messi da parte per cui si consuma molto di più rispetto a quello che si produce". Poi spiega il significato della parola spread: "È la differenza tra quello che si produce e quello che uno realmente spende". Quando gli chiedono cosa sia Standard & Poor’s, il politico spiega: "Guardi io l’inglese non lo conosco. Io parlo in italiano e per quanto mi riguarda non ti so rispondere su questa domanda. Lo leggo, lo riesco anche a capire ma non te lo riesco a spiegare". Sul deficit Cera specifica: "Il deficit è quello che, diciamo, è il nostro debito, che lo Stato italiano ha contratto negli anni...". Riguardo alla differenza tra il debito pubblico e il deficit, aggiunge: "Credo che sia la stessa cosa, né più né meno".

Quest’ultima domanda viene rivolta anche a Paola Concia (Pd) che risponde: "È legato al debito pubblico. Cioè, se un Paese ha un grosso debito pubblico ha un grosso deficit". La Iena, con perfidia, ribatte: "È un pò la stessa cosa?". E la Concia: "Sì però per esempio noi, siccome queste sono cose internazionali, cioè che valgono per tutti i Paesi, si usa come è noto l’inglese". La Iena: "È la traduzione in inglese?". La Concia: "Per tutti i Paesi...".

Esilaranti le risposte su quale sia l'ammontare del debito pubblico in Italia, anche se il numero, per la sua grandezza, non è facile da tenere a mente. Carmelo Briguglio (Futuro e Libertà) dichiara: "Beh, è incalcolabile, viene da lontanissimo". Risposta, a onor del vero, un po' troppo vaga. 

Ma c'è chi fa di peggio, sempre sul debito pubblico. Lorenzo Ria (Udc) afferma: "Sono 150 miliardi". La Iena: "Solo 150 miliardi?". Ria: "Mi sembra, sì". La Iena: "Non è tantissimo...". Ria: "Evidentemente... sono 15mila miliardi? Al momento mi prende..". E sullo spread l’intervistato dice: "Beh, lo sa lei cos’è... Lo sa molto bene perché tutti i telegiornali lo spiegano tante volte, quindi è inutile che lo ripeta pure io..". La Iena insiste: "E il rating?". Ria: "Pure questa è una cosa che viene spiegata molto bene. Non è una domanda alla quale io sono autorizzato a rispondere.. so benissimo cos’è ma..non si gioca con queste cose. Sta giocando con queste cose qui perchè cerca di mettermi in difficoltà e io non mi presto a questo gioco...". La Iena: "Invece l’inflazione? Spiegarla in due parole per capire di che si tratta?". Ria: "Questa è ancora più facile... Prima ha fatto delle domande difficili, adesso me ne fa una più facile... passiamo all’altra domanda... domande serie...". E il siparietto si chiude.

A ben vedere dopo l'ennesima figuraccia rimediata grazie al servizio delle Iene i nostri parlamentari dovrebbero andare a ripetizione. Ma c'è anche un'alternativa: potremmo iniziare a scegliere un po' meglio i nostri rappresentanti.

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