Che piaccia o no ai compagni gli italiani sono filoamericani

«L’antiamericanismo - dice Fiamma Nirenstein - ha la sua base storica sia nel fascismo che nel comunismo», ma occorre precisare: nel fascismo dal 1941 al 1945, nel comunismo dal 1947 in poi. E occorre altresì ricordare a coloro che hanno memoria labile, o che sono giovani, che mentre gli attivisti fascisti, durante la seconda guerra mondiale, si spolmonavano a sbraitare contro Roosevelt, gli italiani nella loro quasi totalità, ivi compresi i comunisti, parteggiavano ostinatamente per gli americani al punto da perdonare loro i micidiali bombardamenti delle nostre città. I comunisti poi, osservavano nei loro confronti una alleanza tenace quanto approfittatrice, traendo da quella parte l’indispensabile sostentamento bellico e finanziario. Nel 1947, tuttavia, per i seguaci di Stalin in Italia, arrivò il «contrordine compagni» e da allora cominciò la propaganda comunista antiamericana che, condivisa inizialmente da una frazione minoritaria di elettori, quale quella sortita dalle urne del 1948, andò via via scemando fino a ridursi in questi anni a dottrina praticata dai comunisti rifondaroli e affini ora al governo, ma certamente respinta dalla parte egemone dell’esecutivo. In sostanza gli italiani in larga maggioranza sono sempre stati e rimangono filoamericani.