La chirurgia può bloccare l’evoluzione del glaucoma

«Vogliamo una chirurgia senza bolle»,è il motto del dottor Paolo Brusini, direttore della clinica di oculistica dell'azienda ospedaliero-universitaria S. Maria della Misericodia di Udine, il primo in Italia per numero di interventi di canaloplastica: più di cento in 2 anni. Si tratta di una tecnica mininvasiva che ferma il glaucoma e non presenta gli effetti collaterali della trabeculectomia, che si effettua da quarant'anni e che lascia una bolla di filtrazione evidente con rischio di complicanze e infezioni a lungo termine. Ma allora perché non si pratica ovunque la canaloplastica visti i vantaggi che presenta?
«Molti centri hanno iniziato e quasi tutti si sono fermati per due motivi: difficoltà tecniche e costi. É forse uno degli interventi più difficili che vi sia in oculistica: si lavora su spessori di millesimi di millimetri, la sonda che viene introdotta nel canale di Schelmm, ristretto a causa del glaucoma, ha un diametro di un quarto di millimetro ed è il frutto di un'altissima ricerca tecnologica di bioingegneria».Che funzione ha la sonda?
«Introduce un micro catetere lungo il canale, che circonda l'occhio a livello della cornea, iniettando attraverso un tubicino un materiale viscoso ed una fibra ottica collegata ad una sorgente laser. La microsonda avanza lentamente fuoriuscendo all'altra estremità: in questo punto viene fissato un sottilissimo filo di sutura». Percentuale di successo.
«Molto alta, l'85 per cento dei casi più difficili. Questa tecnica abbassa stabilmente la pressione dell'occhio, il cui aumento causa il glaucoma, facendo scaricare attraverso la sua via naturale l'umore acqueo in eccesso. Nel glaucoma accade che qualche intralcio ostacoli il flusso e di conseguenza la pressione aumenti schiacciando il nervo ottico fino a danneggiarlo. La canaloplastica però funziona solo nei casi di glaucoma ad angolo aperto senza precedenti interventi chirurgici; quando l'angolo, tra l'iride e la cornea, è stretto o chiuso per motivi tecnici non si riesce ad intervenire». Diagnosi precoce e progressione del danno. Se l'aumento di pressione è il campanello d'allarme del glaucoma, cosa si può fare per tenerlo sotto controllo?
«Siamo tra i primi centri in Italia a sperimentare una nuova tecnologia per la misurazione continua della pressione intraoculare tramite un micro sensore inserito in una lente a contatto. Al primo paziente abbiamo già applicato questo holter. É una rivoluzione: sapere com'è la pressione nelle 24 ore è fondamentale per la gestione del glaucoma».