Chrysler, rimborsato il prestito di 7,6 miliardi E Obama plaude la Fiat: "E' una pietra miliare"

Obama
plaude al rimborso di Chrysler avvenuto con sei anni di
anticipo: "E' una pietra miliare". Fiat ha perfezionato l’esercizio
dell’opzione per l’acquisto di un’ulteriore partecipazione 16%
in Chrysler ed è salita al 46% L’obiettivo della conquista del 51% è più vicino

Torino - Chrysler ha rimborsato tutto il prestito da 7,6 miliardi di dollari ai governi Usa e Canadese. La casa di Detroit ha fatto sapere che il debito era di 5,9 miliardi di dollari con il governo americano e di 1,7 miliardi con quello canadese. Il presidente americano Barack Obama plaude al rimborso di Chrysler avvenuto con sei anni di anticipo: "E' una pietra miliare". Fiat ha, poi, perfezionato l’esercizio dell’opzione per l’acquisto di un’ulteriore partecipazione 16% in Chrysler ed è salita al 46%.

L'obiettivo è più vicino L’obiettivo della conquista del 51% di Chrysler ora è più vicino. La Fiat ha rifinanziato il debito da 7,5 miliardi di dollari ai governi Usa e canadese e ha conquistato, in anticipo rispetto ai tempi previsti, il 46% della casa automobilistica americana. Non si conoscono ancora i tempi della quotazione della società di Detroit nè quelli dell’eventuale fusione con la Fiat.

Gli step dell'accordo Si è partiti dal 20% iniziale con la possibilità di arrivare fino al 35% attraverso tre acquisizioni successive a titolo gratuito del 5%, legate al raggiungimento di precisi obiettivi. Finora ne sono stati raggiunti due che hanno portato al 30% la partecipazione. Nel frattempo è stata esercitata, con il pagamento di circa 1,3 miliardi di dollari, l’opzione di acquisto del 16%, possibile solo dopo il rimborso del debito al Tesoro Usa. La prima acquisizione, annunciata a Detroit il 10 gennaio, è quella legata alla produzione negli Stati Uniti (a Dundee, in Michigan) del motore Fire. La seconda quota è stata acquisita grazie al raggiungimento di alcuni obiettivi: Chrysler ha ricavato 1,5 miliardi di dollari con le vendite al di fuori di Canada, Messico e Stati Uniti, sono stati raggiunti accordi con il 90% dei concessionari Fiat in Brasile e il 90% dell’Unione Europea per la distribuzione di uno o più veicoli Chrysler, è stata definita un’intesa che prevede la remunerazione di Chrysler Group per l’utilizzo da parte di Fiat delle sue tecnologie al di fuori dei Paesi Nafta.

Il prossimo traguardo Il Lingotto acquisirà l’ultima quota del 5% e arriverà al 51% quando sarà raggiunto il terzo Performance Event, la produzione negli Stati Uniti di una vettura basata su una piattaforma Fiat con prestazioni di almeno 40 miglia per gallone. Tempi previsti: entro l’anno.

La quotazione Non si conoscono i tempi dell’Ipo. Per la Fiat è importante completare la scalata prima della quotazione, perchè le azioni Chrysler potrebbero poi diventare più care. Secondo Marchionne dipende dal desiderio del sindacato Veba "di monetizzare per pagare le domande dei pensionati di Chrysler".