Chuck Norris il duro venerato dai fan

Solo il voto di fiducia al governo Prodi è riuscito a far saltare la puntata quotidiana di Walker Texas Ranger (Rete 4, ore 20,20), telefilm che continua a macinare successi a dispetto dell'inevitabile ripetitività di una trama in cui i cattivi che hanno la sfortuna di incrociare l'integerrimo sceriffo vengono stesi uno per volta (e all'occorrenza tutti insieme) dai suoi ormai mitici «calci volanti». Sono costretto a questo punto a confessare che la recensione odierna di Walker Texas Ranger subirà qualche accenno di timidezza e di viscida sviolinatura. Questo perché, nell'unica occasione in cui mi sono occupato del Ranger su queste colonne, mi è poi toccato di dovermi difendere non senza fatica dalle rimostranze dei suoi fan, imbestialiti dal giudizio negativo sulla pochezza della trama e sulla recitazione del protagonista, del resto abituato ad esprimere la sua personalità più con i piedi che con il resto del corpo. Apriti cielo, non l'avessi mai scritto. Nel corso degli anni il Telediario si è occupato di molti programmi e altrettanti personaggi, ma in nessun altro caso i fan di un protagonista criticato mi avevano rimbrottato con tanta energia e determinazione. Dio perdona, gli ultrà di Chuck Norris no, e non mi sembra quindi il caso di provocarli un'altra volta con giudizi poco lusinghieri sul loro beniamino senza macchia e senza paura. Ci sono già tanti problemi nella vita, dover litigare a causa del valoroso Texas Ranger non mi sembra il caso. Anche perché, nel frattempo, sono nati vari blog su Internet nei quali Chuck Norris viene magnificato con una serie di definizioni che stanno a metà tra l'esaltazione mitologica e l'epopea scherzosa, a dimostrazione di quanto sia entrato nell'immaginario popolare, almeno di quella parte del pubblico che si riconosce nei valori di giustizia, lealtà, sprezzo del pericolo e determinazione incarnati dallo sceriffo texano. E pazienza se, nel dare testimonianza di questi valori, il telefilm ha assunto negli ultimi tempi una connotazione più violenta rispetto al passato, con qualche episodio particolarmente crudo in cui, al termine dello scontro fisico, non sono molti quelli che tornano a casa con le proprie gambe. Del resto quello che i suoi estimatori si divertono a scrivere non ammette troppe concessioni al buonismo, se è vero ad esempio che «I bambini hanno paura del buio, il buio ha paura di Chuck Norris», «Lui dona di frequente sangue alla Croce Rossa: non il suo», «I proiettili indossano il giubbotto anti Chuck Norris», «Non porta mai l'orologio, decide lui che ora è», «Non legge i libri, li fissa fino a quando non ottiene le informazioni che gli servono», «È consigliato nelle diete povere di calcio».