Ciclismo, maxi-squalifica per Da Ros: vent'anni

Arriva uno stop esemplare per il ciclista friulano, 23 anni. Era stato arrestato per un traffico di sostanze dopanti. Oltre all'assunzione personale, contestata anche la cessione di "bombe" a ciclisti dilettanti

Roma - Quella che si dice una squalifica esemplare. Il tribunale nazionale antidoping del Coni ha squalificato per 20 anni Gianni Da Ros, il ciclista azzurro arrestato nel marzo scorso nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di sostanze dopanti nelle palestre. La sospensione inflitta a Da Ros è tra le più alte comminate dall’organo di giustizia del Coni.

La vicenda Da Ros, 23 anni, di Pordenone, era stato immediatamente sospeso dalla Federciclismo e dalla sua squadra (la Liquigas). L’arresto era avvenuto lo scorso 11 marzo, a Padova, da parte dei carabinieri del Nas di Milano nell’ambito di un’operazione su un traffico di sostanze dopanti e anabolizzanti, che portò in carcere altre 11 persone tra Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Da Ros, studente di chimica, era finito a San Vittore, dopo essere stato fermato mentre si trovava in ritiro con la nazionale. Dopo due giorni di carcere era stato messo agli arresti domiciliari. Il 24 marzo era tornato libero in seguito alla revoca della custodia cautelare.

Le Iene L’inchiesta aveva preso il via sul finire del 2007, ma aveva subito un’accelerazione dopo un servizio de Le Iene andato in onda il 7 marzo dell’anno scorso. Uno degli inviati, per circa 700 euro, aveva acquistato, in un Vitamin Store di viale Padova a Milano, un kit di prodotti per gonfiare i muscoli: Sustanon, Proviron, Decadurabolin e Winstrol. Secondo l’accusa, Da Ros non solo si sarebbe dopato lontano dalle gare per non incappare nei controlli, ma avrebbe anche fornito i farmaci a due ciclisti dilettanti.