Cina, espulsi 500 dirigenti del partito: troppi figli

Cinquecento "quadri" del partito nella Cina centrale sono stati allontanati perché avevano violato la legge che vieta di avere più di un figlio. Per lo stesso motivo licenziate 395 persone da posti di lavoro pubblici

Pechino - Che la politica del figlio unico fosse una delle regole più impopolari della Cina era noto ma fino ad oggi non si sapeva che i primi a violarla fossero gli stessi dirigenti del Partito Comunista al potere. La stampa cinese ha riportato con rilievo oggi la notizia dell’espulsione di 500 "quadri" (dirigenti di livello medio-basso) del Partito nella provincia dell’Hubei, nella Cina centrale (altre 395 persone, evidentemente non iscritte al Partito, sono state licenziate dai loro posti di lavoro pubblici) per non aver rispettato la legge che impone di aver un solo figlio.

Intervistato dai mezzi di comunicazione cinesi Yang Youwang, il direttore della locale Commissione per la pianificazione familiare (l’organismo deputato all’ applicazione della legge, che ha articolazioni in tutto il paese e a tutti i livelli dell’ amministrazione), ha precisato che in tutta la provincia le persone risultate non in regola sono più di 93.000, in gran parte "membri del partito, celebrità o persone ricche". In un altro caso un dirigente del partito è stato espulso a Chongqing, nel sud, perchè è stato scoperto che aveva avuto un secondo figlio nel 2005 ma non ne aveva registrato la nascita.

L’agenzia Nuova Cina cita uno studio della Commissione nazionale per la pianificazione familiare secondo il quale la maggioranza delle persone "ricche o molto conosciute" ha due figli e che il 10 per cento ne ha tre. Varata alla fine degli anni settanta per contenere l’esplosione della popolazione (che oggi è di 1,3 miliardi di persone), la legge del figlio unico ha una vasta serie di eccezioni: ne sono esentate le coppie residenti in zone rurali la cui prima figlia è femmina; quelle composte da due figli unici; quelle il cui primo nato è handicappato.

Chi vuole avere un secondo o un terzo figlio non ha altro da fare che pagare le multe che vengono imposte dalle autorità, spesso salate (variano a seconda delle province e dei comuni ma in media sono di circa mille euro per un figlio extra, una cifra ancora molto alta nelle zone rurali e nelle province più povere del paese).

Grande rumore ha suscitato, l’ anno scorso, un sondaggio dal quale è risultato che la grande maggioranza dei cinesi giudica un’ ingiustizia il fatto che il privilegio di aver più di un figlio sia riservato di fatto ai ricchi. Il 68% dei 7.917 partecipanti al sondaggio, che è stato condotto dal quotidiano China Youth Daily e dal sito internet www.qq.com, ha risposto che si tratta di "un grande problema" e il 61% ritiene che le differenze di trattamento sono "ingiuste".

La politica del figlio unico è ritenuta una delle cause del crescente squilibrio tra i sessi: la tradizionale preferenza per i figli maschi ha fatto sì che oggi in Cina nascono cento femmine ogni 118 maschi, una situazione che tra 15 anni porterà all’ esistenza di un esercito di circa 30 milioni di "scapoli forzati".