Cina, l'allarme melamina per le uova

La catena di supermercati
Wal-Mart blocca la distribuzione di uova di
un importante fornitore cinese. I prodotti sono
risultati contenere una forte dose di melamina. Coldiretti: "Etichetta indispensabile"

Roma - La catena di supermercati americana Wal-Mart ha bloccato oggi la distribuzione di uova di un importante fornitore cinese, dopo che i suoi prodotti sono risultati contenere una forte dose di melamina in controlli effettuati ad Hong Kong. Lo ha annunciato un portavoce della catena da Shanghai, precisando che la misura è "precauzionale".

Wall Mart blocca le uova "Non stiamo sostenendo che che queste uova non sono nella norma. Stiamo semplicemente adottando una misura precauzionale per essere pienamente responsabili verso i nostri clienti", ha chiarito il portavoce. Nello scorso fine settimana, una dose eccessiva di melamina è stata trovata ad Hong Kong nelle uova della Hanwei, una delle maggiori produttrici cinesi. Zhang Zhongjun, uno dei responsabili in Cina della FAO, l’ agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di agricoltura, ha chiesto oggi a Pechino di accertarsi che la melamina non sia entrata nella catena nutritiva degli animali. "Se è il cibo per animali ad essere contaminato - ha affermato Zhang - allora esiste la possibilità che siano contaminati anche maiali, polli e pesce". Lo scandalo della melamina è esploso in settembre, quando quattro bambini cinesi sono morti e migliaia sono stati ricoverati con problemi alle reni dopo aver consumato latte in polvere avariato. Alcuni produttori cinesi allungavano il latte con l’acqua e poi aggiungevano la melamina, una sostanza chimica che in forti dosi è velenosa, per far aumentare il contenuto proteico del loro prodotto. Nell’estate del 2007 gli Stati Uniti avevano bloccato l’importazione della Cina di alcune marche di cibo per animali domestici perchè contenevano una dose eccessiva di melamina.

L'allarme di Coldiretti "Con l’allarme per la contaminazione di melamina che si è esteso dal latte alle uova diventa necessario estendere l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza a tutti gli alimenti", afferma la Coldiretti sottolineando il rischio che la melamina "sia entrata in Cina nella catena nutritiva degli animali con la possibilità che siano contaminati anche maiali, polli e pesce come sottolineato dalla Fao". "Le importazioni in Italia di prodotti agroalimentari dalla Cina - secondo Coldiretti - raggiungeranno il valore di mezzo miliardo di euro nel 2008 e riguardano principalmente ortaggi e legumi tra cui spicca il concentrato di pomodoro. Sulla base dei dati Istat, dal gigante asiatico arrivano anche pesci, crostacei e molluschi, semi, sementi e piante medicinali, frutta, gomme, resine ed estratti vegetali e aglio". "Di fronte all’estendersi dell’allarme sui rischi dei prodotti cinesi occorre immediatamente - sostiene la Coldiretti - estendere l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per favorire i controlli e garantire la sicurezza dei cittadini", completando così "il percorso iniziato dopo ’mucca pazzà nel 2002 quando - conclude la Coldiretti - è stata introdotta per la prima volta in Europa l’etichettatura di origine della carne bovina".