Il «circolo Dickens» fa festa con il bicentenario

Le sue opere hanno duecento anni, ma non potrebbero essere più attuali. Hard Times, ovvero, Tempi difficili. Povertà, diritti dell’infanzia, istruzione, cura dei derelitti, condizioni di vita degli emarginati, disuguaglianze, denuncia sociale sono argomenti che trascendono l’era vittoriana e i confini della Gran Bretagna. E sono i temi che tornano di prepotenza nell’Inghilterra di questi mesi di crisi e per tutta l’Europa, Grecia e Italia in testa, con alle porte lo spettro di una nuova recessione. Così il bicentenario della nascita di Charles Dickens, che cade il 7 febbraio 2012, sarà un evento per celebrare uno dei più grandi scrittori britannici, ma anche per ricordare il fondatore del romanzo sociale, quella forma di narrazione che tratteggia la vita dei ceti sociali svantaggiati e denuncia situazioni di sopruso e privilegio. Una voce contro i potenti, i ricchi, i corrotti e il malcostume.
Si capisce quindi l’interesse che questo bicentenario suscita, ricordato con una serie di eventi e festeggiamenti a partire dalla rassegna «Dickens and London» al Museum of London (dal 9 dicembre al 10 giugno), la più grande e importante mostra degli ultimi 40 anni sull’autore di David Copperfield. Disegni, fotografie, manoscritti, oggetti e costumi illustreranno i temi cari a Dickens: povertà e infanzia. Un’installazione audiovisiva riporterà in vita la scrivania e la sedia su cui scrisse alcune delle sue opere più memorabili e William Raban, fra i più noti registi britannici di documentari, traccerà le similitudini fra la metropoli attuale e quella dei luoghi dickensiani.
Amplissimo anche il capitolo dedicato alla filmografia tratta dalle opere di Dickens. La prima versione cinematografica risale al 1901 ed è una riduzione di Racconto di Natale. Oggi, oltre un secolo dopo, sono ancora decine i film e le serie tv basate o ispirate alle opere di Dickens. Uno tra gli ultimi è Il mistero di Edwin Drood che la Bbc manderà in onda prossimamente, mentre il glorioso British Film Institute ha in programma la più grande rassegna mai allestita su film e sceneggiati tv tratti da o ispirate a Dickens. Si inizia a gennaio a Londra al BFI Southbank e gli appassionati potranno vedere di tutto, dal pluripremiato agli Oscar Oliver! alle varie versioni di Oliver Twist, Il Circolo Pickwick, David Copperfield eccetera.
Nella sua movimentata esistenza - oltre ad aver lavorato da bambino in una fabbrica di lucido da scarpe, ad aver fatto lo stenografo in uno studio legale e prima di intraprendere la carriera di cronista parlamentare e di scrittore e direttore di successo - Dickens aveva anche provato a calcare le scene. A 18 anni fece domanda per recitare al Convent Garden. Non divenne attore, ma il teatro rimase una sua grande passione e le sue opere sono state portate in palcoscenico infinite volte. L’anno prossimo sarà quindi possibile assistere alle tradizionali messe in scena dei classici e vedere nuovi adattamenti, compreso un piccolo e poco conosciuto lavoro che per la prima volta viene messo in scena, The Life of Our Lord, (West End, a primavera). Si segnalano poi una miriade di mostre, rassegne e iniziative in tutto il mondo. Dalla Svizzera alla Danimarca, dalla Germania fino a New York, dove la Morgan Library espone manoscritti, lettere e disegni originali. A Houston, in Texas, a giugno si correrà addirittura una mini maratona (13 miglia) organizzata dalla Rice University in memoria dell’autore.
Infine, i luoghi dickensiani. Portsmouth (dove nacque) celebrerà Oliver Twist come libro dell’anno con connesse rappresentazioni, performance e reading letterari. God’s Hill (dove morì) l’annuale Dickens Festival prevede musiche, balli, recite e spettacoli di strada. A Pas de Calais (luogo di villeggiatura la lui amato) ci sarà una mostra allo Chateau D’Hardelot. Ancora non si segnalano iniziative in Italia dove, fra il 1844 e il 1845 Dickens soggiornò (soprattutto a Genova, ma anche a Roma, Napoli e Mantova).