Claudine Thévenet

Nacque a Lione nel 1774 e fu educata dalle suore fino alla rivoluzione del 1789. Aveva vent’anni quando i suoi due fratelli vennero trucidati nelle famigerate «stragi di Lione» del 1794. Le toccò assistere all’esecuzione e lo choc le produsse un’asma nervosa che la accompagnò per il resto della vita. I fratelli, buoni cattolici, in punto di morte le avevano chiesto di perdonare, come loro. Claudine fece di più: si consacrò alle opere buone, specialmente gli orfani, il cui numero il Terrore accresceva a vista d’occhio. Finalmente, superata la tempesta rivoluzionaria e caduto anche Napoleone, nel 1816 con sette compagne diede vita alla Pia Unione del Sacro Cuore di Gesù, che due anni dopo divenne la Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria (il culto del Sacro Cuore era stato al centro della resistenza vandeana alla rivoluzione). La nuova famiglia religiosa si occupò di trovar lavoro alle troppe ragazze abbandonate: laboratori e filande, per i famosi setifici di Lione. Aprì anche un educandato e un orfanotrofio femminile. Nel 1835 la congregazione corse il rischio di sparire, assorbita nelle Religiose del Sacro Cuore di s. Madeleine-Sophie Barat (cosa non nuova: i vescovi si ritrovavano, in quegli anni, con troppe nuove fondazioni e cercavano, quando possibile, di accorparle). Il fatto è che spesso non si trattava di iniziative personali di suore o preti, ma di precisi mandati superni; da qui gli sforzi per mantenere le rispettive specificità. Intanto, la salute della Thévenet andava scemando; l’asma e i tremori si aggravarono, le forze diminuivano. Morì nel 1537.