Il clima intorno a Pecoraro è sempre più surriscaldato

Alfonso Pecoraro Scanio oltre a essere politicamente verde è anche verde di rabbia. I fratelli terribili di Romano Prodi, infatti, Franco e Vittorio, il primo meteorologo e il secondo fisico, hanno semplicemente detto che le frasi del ministro dell’Ambiente sui cambiamenti climatici del nostro Paese «non ha senso». Così, in tre parole, tutte le conclusioni della Conferenza nazionale sul clima, impugnate dal ministro che ha prefigurato una sciagura prossima ventura, sono state sbugiardate. Come è possibile che tra il ministro dell’Ambiente e i suoi consulenti - tra i quali c’è Jeremy Rifkin, del quale sono note le previsioni apocalittiche - e i fratelli del presidente del Consiglio, esclusi insieme a tanti altri docenti e scienziati italiani sulla conferenza sul clima, ci sia una così diversa visione delle cose? Come è possibile che Pecoraro Scanio preveda catastrofi e gli altri dicano: «È solo allarmismo gratuito»? Come è possibile che un ministro sbagli in modo così clamoroso?
Secondo Franco Prodi, la conferenza organizzata dal ministro era già tutta orientata sulla conclusione del catastrofismo. Chi non è stato invitato è stato volutamente messo alla porta. E perché? Semplice: perché la conferenza non doveva discutere dei dati e analizzare, ma sostenere una tesi già bell’e pronta. La conferenza sul clima si sarebbe surriscaldata se ci fossero stati anche scienziati, fisici, climatologi, meteorologi pronti a sollevare dubbi, a formulare ipotesi diverse e contrarie, insomma, pronti a fare il mestiere dello scienziato. Nell’ottica ministeriale, invece, la conferenza sul clima altro non doveva essere che un’arma politica e ideologica nelle mani del ministro ambientalista. Pecoraro Scanio ha in pratica trasformato in una campagna partitica una conferenza scientifica. E l’accusa che gli è stata rivolta da Franco Prodi è stata di aver manipolato la scienza e i suoi risultati. Sì, proprio così. Manipolazione della scienza. Infatti dire che l’Italia è un Paese a rischio «non ha senso».
La verità è che, per parafrasare un noto detto, la scienza e i suoi risultati sono cose fin troppo serie per lasciarle a un ministro. Pecoraro Scanio è sempre pronto a scattare come una molla quando si tratta di fare una crociata ambientalista, ma è sempre in ritardo quando si tratta di garantire un buon servizio di smaltimento dei rifiuti. Si occupa molto dell’Ideologia e molto poco di cose pratiche. Guarda caso, però, sono proprio queste ultime le cose che più servono a cittadini, città e regioni italiane. La stessa scienza è una questione pratica. Credere che qualcuno - peggio ancora se un ministro - sappia tutto su tutto e conosca per filo e per segno gli sviluppi climatici della terra, significa avere un’idea ottocentesca della scienza e dei suoi procedimenti. La scienza è fallibile, come tutte le cose umane e come tutti i ministri. Organizzare una conferenza nazionale sul clima e allarmare un Paese intero manipolando la scienza è roba da apprendisti stregoni.