«Il Codice» lascia Cannes ed esce in tutto il mondo

Accoglienza tiepida in Francia, prenotazioni esaurite in Usa. Da oggi in Italia in 910 sale

Salvatore Trapani

da Cannes

Uscito piuttosto malconcio dai riflettori del Festival Il Codice da Vinci esce oggi in Italia. Anche in Francia il film era stato anticipato da un susseguirsi di polemiche, ma l'accoglienza fredda e annoiata di critica e pubblico qui a Cannes ha finito per smorzare ogni interesse. Le librerie cittadine e i negozi di gadget che avevano pensato di poter sfruttare come traino il battage pubblicitario, hanno smontato in fretta le vetrine appositamente allestite. L'unico oggetto che ha ancora una certa vendibilità è un facsimile del prezioso «criptex» (fenomeno di tecnologia rinascimentale) inventato da Leonardo.
In tutto il Paese la proiezione del Codice da Vinci si è svolta in sordina e senza grande affluenza di pubblico: eccezione di rilievo si è rivelata però Parigi. Nella capitale, infatti, c'è stato un numero record di spettatori in un solo giorno: circa 50mila. All'affluenza si è tuttavia accompagnata una contestazione di tipo particolare, più divertita che sdegnata, come quella per esempio dei credenti, dei sacerdoti e delle suore di Saint Nicolas de Chardonnet che davanti al cinema di zona poco lontano dalla chiesa hanno inneggiato con striscioni e altoparlanti al flop del film... Alla luce di tutto ciò, le novecento copie della pellicola che domani saranno proiettate nei vari cinema italiani, appaiono un gesto forse troppo ottimista da parte della produzione del film. A meno che, seguendo l’esempio americano, non si verifichi un tutto esaurito fin dalle prenotazioni.
C'è comunque da segnalare che nella cattolicissima Polonia la reazione è rimasta quella che aveva accompagnato nel tempo la pubblicazione del romanzo omonimo. Un certo numero di associazioni religiose si è infatti rivolta al Governo chiedendo il bando del film «per violazione della dignità della fede e offesa ai sentimenti religiosi». Probabilmente non sono stati avvertiti che più che essere blasfemo Il Codice è un film zoppicante...
Il polpettone miliardario di Ron Howard non è comunque solo foriero di discordie. Nel segno degli unanimi ammonimenti a non credere al film si sono infatti rappacificati il Vaticano e la Chiesa Cattolica Ufficiale Cinese, in discordia da alcune settimane per le nomine dei vescovi. In fondo, l'unico e sicuro vincitore nel polverone causato dal Codice da Vinci, è al momento proprio Leonardo. L'agenzia d'aste telematica e-bay, ha registrato un numero da record di prenotazioni di vendita di copie di opere pittoriche dell'artista. I più richiesti sono - naturalmente - «La Gioconda» e «Il Cenacolo» del Refettorio di Santa Maria delle Grazie, vero protagonista del film.