Cogliere le opportunità con i prodotti di Fortis

Nunzia Pagani

Massima attenzione all’esposizione azionaria ma le aspettative di fondo sul mercato rimangono positive. È il pensiero di Emiel Van den Heiligenberg, responsabile asset allocation di Fortis Investments, dopo la brusca frenata subita dai mercati internazionali.
Dottor Van den Heiligenberg, il ciclo rialzista è da considerarsi terminato?
«L’avversione al rischio si è rapidamente mossa al rialzo, supportata da paure di spinte inflazionistiche e dai prezzi delle materie prime. L’improvvisa volatilità sui mercati ha rappresentato una vera novità - gli investitori si erano abituati a convivere negli ultimi 3 anni con mercati al rialzo e volatilità contenute in quasi tutte le asset class».
Quali sono le principali variabili da monitorare? E la posizione di Fortis?
«La nuova situazione ci spinge verso una maggiore cautela. Il contesto globale si è deteriorato, sia in termini reali che di sentiment da parte degli operatori. Molte Banche centrali stanno infatti attuando politiche restrittive, i tassi a lungo termine stanno salendo e i prezzi delle materie prime si mantengono alti. Cui si aggiunge il fatto che l’inflazione negli Stati Uniti è al limite di tollerabilità da parte della Fed e che l’indice di predisposizione al rischio calcolato da Csfb indica come abbiamo raggiunto il livello massimo degli ultimi 20 anni. Senza contare che i margini di profitto sono su livelli storicamente alti e difficilmente sostenibili per il futuro. Che la parte più debole dell’anno, in termini stagionali, inizia in questo mese, che il secondo anno del ciclo presidenziale negli Stati Uniti è storicamente il più debole e che il clima geopolitico è in deterioramento».
Quindi cosà accadrà?
«In questo nuovo contesto, stiamo considerando attentamente la nostra esposizione azionaria, ma non abbiamo cambiato le aspettative positive di fondo. Crediamo, infatti, che la crescita si manterrà sostenuta e che l’economia Usa rallenterà il passo solo gradualmente. Inoltre, se analizziamo la crescita degli utili recentemente diffusi, le valutazioni azionarie a livello globale non risultano particolarmente stressate, con i Paesi emergenti e l’Europa che offrono le migliori opportunità in termini di crescita e valutazioni. Lo scenario fondamentale per i mercati obbligazionari è meno roseo, visto che il ciclo restrittivo sui tassi d’interesse è in piena fase di realizzazione e sarà sospinto da improvvise e sporadiche paure di spirali inflazionistiche. I mercati stanno sperimentando da marzo sempre più spesso esagerati movimenti in sensi opposti e se la direzione di questi movimenti è sempre da collegare ai fondamentali, la grandezza degli stessi è dettata dal sentiment del mercato. Il fatto che, a esempio, le azioni europee siano scese in marzo sulla paura di nuove strette monetarie da parte della Fed, siano poi risalite in aprile toccando nuovi massimi e siano ridiscese in maggio dopo i deludenti dati sull’inflazione americana, indicano come i mercati siano in questo momento più che mai ipersensibili alle notizie di breve periodo».
Come proteggersi in un contesto di così elevata volatilità?
«La nostra strategia è di concentrarsi sui fondamentali e sullo stretto controllo del rischio. Una lezione importante in questo scorcio di anno ci è stata data dalle strategie absolute return le quali stanno giocando un ruolo sempre più importante nel mondo del risparmio gestito, prodotti che riescono per la propria caratteristica di flessibilità a ridurre l’impatto di mercati in ribasso generando performance assolute positive anche in un contesto di mercato come quello attuale».