Colletta alimentare: la spesa di Gasbarra

Una buona notizia per chi crede nel matrimonio arriva dal tribunale civile di Roma: nella capitale nel 2005 è diminuito il numero di separazioni e divorzi. Nei primi dieci mesi del 2005, infatti, risultano 5.498 le separazioni (di cui 4.098 consensuali e 1.400 giudiziali) rispetto alle 7.162 dell’intero 2004; 3.213 i divorzi (2.231 congiunti e 982 giudiziali) rispetto ai 3.774 dell’intero 2004.
Sia pure considerando che il raffronto è per periodi temporali non del tutto omogenei (dieci mesi per il 2005 e dodici mesi per il 2004), emerge comunque un trend di visibile decremento. I romani non solo si separano e divorziano di meno, ma quando decidono di andare ognuno per la propria strada preferiscono non lasciarsi dietro troppi strascichi legali. I contenziosi, sia per quanto riguarda le separazioni sia per quanto riguarda i divorzi, hanno toccato i minimi storici dall’inizio del nuovo millennio. Le separazioni sono passate da un massimo di 2.352 del 2000 a 1.400 nei primi dieci mesi di quest’anno, e i divorzi sono diminuiti da 1.296 del 2000 a 982 nel gennaio-ottobre 2005.
«È un dato confortante - commenta Wanda Lops, avvocato, titolare del sito web www.divorzionline.it, il primo in Italia specializzato nella consulenza legale del diritto di famiglia -. Basti pensare che nel quinquennio precedente al 2000 si sono registrati costanti e consistenti aumenti. La Lops però lancia un allarme che deve far riflettere: «Da quello che osservo quotidianamente e dalla mia esperienza, posso affermare che più del 50 per cento delle coppie mie clienti ha un’età media di 35-40 anni. Giovani coppie, dunque, che dopo appena sei o sette anni decidono di separarsi». La causa più frequente di interruzione di un rapporto di coppia è il tradimento, la fine della passione o una nuova relazione instaurata dall’uno o dall’altro coniuge.
La Lops aggiunge una considerazione sul diverso modo di affrontare il divorzio nelle differenti classi sociali: «In generale le coppie di elevato livello sociale preferiscono separarsi consensualmente, senza troppe complicazioni. Nell’estrazione sociale medio-bassa, invece, c’è maggiore conflittualità».
Mario Morcellini, sociologo e preside della facoltà di Sociologia della Sapienza, fa un’osservazione sul fatto che, mentre in passato il matrimonio era l’unica forma di convivenza civile, ora vi sono convivenze diverse, perciò, dice Morcellini, «se ci fosse una contabilità che includa anche le cosiddette coppie di fatto, le separazioni sarebbero notevolmente più alte».