«La Colonia Vittorio Emanuele? Una polveriera»

Una «polveriera» pronta a esplodere. Manifestazione, ieri mattina a Ostia, per lo sgombero dell’ex colonia Vittorio Emanuele III. Una struttura immensa sul lungomare Paolo Toscanelli, donata da casa Savoia al Comune di Roma nel 1932 per scopi sociali ma, di fatto, utilizzata per altri fini. Come la realizzazione della moschea, decisa dall’amministrazione capitolina senza chiedere il parere del Municipio. O la chiesetta interna, mai sconsacrata, usata come birreria «alternativa» dal centro sociale. Non solo. All’interno dell’edificio si è consumato l’omicidio di un pakistano ad opera di un suo connazionale «per aver parlato male dell’Imam». Oltre 3500 le firme raccolte dal comitato cittadino per chiedere il ripristino della legalità nel monumento firmato dall’architetto Marcello Piacentini. Alla manifestazione di protesta, che è partita dalla sede del XIII Municipio in piazza della Stazione Vecchia e diretta al Pontile, hanno partecipato diversi esponenti politici. Come il deputato An Teodoro Buontempo, il consigliere azzurro al Comune di Roma Davide Bordoni, il presidente del gruppo misto indipendente Fabio Sabbatani Schiuma, il consigliere provinciale An Alessio Nardini e il capogruppo An in XIII Amerigo Olive. Assente il presidente municipale Paolo Orneli. «Da tempo - dichiara Bordoni - il Comune ha annunciato lo sgombero dello storico edificio che ospita, tra le altre cose, un centro sociale e l’Istituto Islamico. Ma non è accaduto nulla di tutto ciò. Mi chiedo cosa aspettino il sindaco e il presidente del Municipio a procedere al completamento dello sgombero della palazzina che vive ormai in una situazione incontrollata. La gente è stanca di non essere ascoltata e di vedere degrado e anarchia in una delle strutture più grandi e rappresentative della cittadina. Mancano asili, strutture sanitarie, poli universitari ma, a quanto pare, alla giunta Veltroni non interessa». Rincara la dose Buontempo: «Bisogna difendere la legalità - sottolinea - all’interno dell'ex colonia ci sono situazioni a dir poco anomale. Tra gli assegnatari stranieri sono stati trovati clandestini e il censimento ufficiale non è stato mai aggiornato. In più c’è il forte sentore che nei sotterranei si nascondano pericolosi ricercati. Latitanti eccellenti, coperti dagli stessi immigrati. Per questo chiederò in Parlamento, con la massima urgenza, chiarezza sulla presenza effettiva degli immigrati ospiti del Comune».