Colture Ogm: sentenza del Tar del Lazio e nuove prospettive

La sentenza del Tar del Lazio annulla gli effetti del Decreto Zaia che vietava la semina di una varietà di mais geneticamente modificatoe apre le porte a nuova prospettive per il miglioramento del mercato e della qualità dell'ambiente

Si è aperto oggi il dibattito organizzato da Confagricoltura Lombardia attorno alla sentenza storica che l’ha vista come unica organizzazione tra i ricorrenti a difesa della possibilità di utilizzare anche in Italia le sementi Ogm autorizzate dall’Unione Europea. Argomento dell’incontro la sentenza del Tar del Lazio che da qualche giorno ha annullato gli effetti del Decreto Zaia che vietava la semina di una varietà di mais geneticamente modificato a Silvano dalla Libera, agricoltore friulano presidente di Futuragra. Abbiamo incontrato Francesco Bettoni, Presidente di Confagricoltura Lombardia che ci ha spiegato quale possono essere gli effetti di questa sentenza. 

Dottor Bettoni, quali sono secondo lei le ragioni di una sentenza tanto rivoluzionaria?
I motivi di questa storica sentenza sono duplici: intanto, questa sentenza nasce dal fatto che le regioni hanno volutamente ignorato le diposizioni europee in merito ai piani di coesistenza. In secondo luogo, fatto ancora più rilevante, e questa sentenza lo mette in mostra, è che non si può vietare ai produttori di usare sementi certificate nel momento in cui all'estero queste sono accettate dopo essere passate da una serie di rigidi test di certificazione. 

Può spiegarci quali saranno le conseguenze della sentenza del Tar del Lazio?
Le conseguenze saranno enormi sia per il mercato che per l'ambiente. Secondo le stime di Confagricoltura, le colture geneticamente modificate sui campi di mais italiani determinerebbero un valore aggiunto pari a circa 280 milioni di euro all’anno per un + 30% di incremento del reddito secondo l’Inran (Istituto Nazionale della Ricerca per l’Alimentazione). Per la Lombardia, con 350 mila ettari di superfice coltivata a mais, questo comporterebbe un aumento del reddito stimabile in 72 milioni di euro. Il tutto avrebbe  una ricaduta positiva anche sul fronte dell’ambiente e della salute del consumatore grazie alla significativa riduzione dell’utilizzo di diserbanti, insetticidi e anticrittogamici.

Quale sarà il prossimo passo che portere avanti per ampliare possibilità di utilizzare anche in Italia le sementi Ogm?
Già da domani, Confagricoltura Lombardia si attiverà per raccogliere le firme per il piano di semine del 2012. Vogliamo infatti agire in un contesto di completa legalità: per questo porteremo le firme al Ministero dell'Agricoltura, quindi ai magistrati per ottenere la previa autorizzazione. 

Cosa risponde a quanti, e sono tanti, a criticare l'uso di Ogm in agricoltura?
Rispondo che non si tratta di basarsi sull'idea preconcetta di nessuno ma di valutare in termini scientifici quanto l'uso delle sementi Ogm autorizzate dall'Unione Europea non abbia causato effetti negativi per la salute. Tutta la comunità scientifica (Dulbecco, Montalicini, Veronesi) si è espressa a favore dell'utilizzo delle sementi Ogm e se si pensa che nel mondo sono già 130 milioni gli ettari messi a cultura con sementi Ogm e per nessuno è stato registrato alcun caso di malessere, si può ben immaginare come l'idea che gli Ogm siano dannosi sia basata su falsi miti. Inoltre, e questo aspetto non è affatto indifferente, come ricorda la Fao (l'Organizzazione Mondiale per l'Alimentazione) e la Santa Sede, con l'ampliamento notevole di ettari messi a cultura potrebbe essere risolto la piaga della fame nel mondo.