Il comando del Corpo a Giovanni Catanzaro

Claudia Passa

Il sigillo ufficiale della Giunta arriverà nella giornata di oggi, ma il destino della Polizia municipale è segnato. Ieri il provvedimento che ridisegna l’organico della dirigenza del Corpo è stato infatti sottoscritto dagli assessori competenti, pronto per la «benedizione» finale. Nessuna sorpresa rispetto a quanto anticipato dal Giornale, nessun trasloco in vista per il comandante Giovanni Catanzaro, che il giorno dell’insediamento ufficiale si limiterà a prendere definitivamente possesso della poltrona che occupa «ad interim» già da giugno. Niente colpi di scena neanche sui nomi dei vice-comandanti: a traslocare in via della Consolazione saranno Donatella Scafati, giovane dirigente del II gruppo (in «quota rosa», ironizzano i maligni), e Angelo Giuliani, l’uomo che nel 2002 ha rilevato proprio da Catanzaro, dopo quasi vent’anni, le redini del centro storico, e da allora si è distinto nella complessa gestione di un territorio soffocato dalla frenesia dei palazzi della politica e dai bagliori della vita notturna.
Lo scettro del comando non è destinato a restare a lungo nelle mani di Catanzaro: la scelta è stata sofferta, e chi ha avuto modo in questi giorni di confrontarsi con il sindaco e il suo staff afferma che il primo cittadino avrebbe preferito altre soluzioni. Cosa sia accaduto per fargli cambiare idea non è dato sapere. Si sa invece da autorevoli fonti che nel provvedimento di «investitura» che oggi passerà in Giunta non sarebbe indicata alcuna data di fine incarico. Un dettaglio che non deve stupire, giacché Catanzaro è un dirigente interno all’organico dell’amministrazione e non un «outsider» a contratto come il suo predecessore. Ma che solleva qualche interrogativo circa la sicurezza con cui il Campidoglio, nei giorni scorsi, aveva lasciato filtrare l’indiscrezione secondo la quale il comandante dai baffi bianchi avrebbe lasciato la sua poltrona a dicembre del 2007, non un giorno oltre. La normativa, infatti, prevede che laddove per i dirigenti non venga indicata una data di fine incarico, esso debba considerarsi valido fino al termine del mandato del sindaco, salvo revoca motivata. Sembra però che fra Catanzaro e i vertici del Comune di Roma siano intercorsi accordi per cui il comandante lascerà il suo posto alla fine del prossimo anno. Ovvero quasi a ridosso dell’età del pensionamento, forse in considerazione del periodo di «buona uscita» che la legge consente alle amministrazioni di accordare.
Non resta che attendere. Nel frattempo, però, chiuso il toto-nomine per la terna apicale del Corpo, si apre un’altra partita. Quella delle deleghe, che con l’attribuzione delle competenze determinerà i pesi specifici e l’esatta geografia del comando della Municipale. Sembra che Catanzaro sia destinato a dover lasciare la «mobilità e grandi eventi», unità operativa che gli fu assegnata quando divenne vice-comandante del Corpo, e che si dice avrebbe tenuto molto a mantenere. E sembra anche che nella ridefinizione del comando dei gruppi municipali si dovrà fare a meno di Raffaella Modafferi: l’attuale comandante dei vigili di Tivoli, tirata in ballo nel toto-dirigenti per un ritorno nella capitale, avrebbe infatti intenzione di rispondere picche.