Combo, minifurgone amico dell’ambiente

Con il motore 1.6 a metano più efficienza e meno costi

Massimo Comaschi

Il minifurgone Combo continua a mietere successi. Infatti, risulta molto apprezzato da un ampio target d’utenza - è composto prevalentemente da operatori dell’artigianato, del commercio, della manutenzione e dell’assistenza tecnica - perché associa un’elevata capacità di carico alla maneggevolezza necessaria per muoversi nel traffico cittadino, ha costi d’acquisto e di gestione accessibili (grazie a intervalli di manutenzione ogni 30/50mila chilometri e alla facilità d’intervento in caso di riparazione e manutenzione) e un’impostazione di stampo automobilistico. Infatti, è stretto parente di una delle Opel di maggiore successo: la Corsa. Proposto in tre varianti di carrozzeria, il Combo può soddisfare in quella Tour anche le quotidiane esigenze di trasporto di una famiglia.
Ma un altro, non indifferente, punto di forza di questo modello è costituito dal motore 1.6 a metano da 97 cv. Un’esclusività per il settore, che la Opel ha sviluppato direttamente avvalendosi della tecnologia Monovalent Plus. Progettato e costruito direttamente dalla casa tedesca questo sistema assicura una migliore efficienza rispetto a impianti montati in «after-market» e consente di beneficiare della garanzia contrattuale offerta dalla Opel. I vantaggi non s’esauriscono a questi importantissimi fattori, ma si riversano anche sul piano pratico. Infatti, l’alimentazione a metano garantisce costi d’esercizio contenuti. Secondo la casa, a parità di percorrenza si risparmia il 40% rispetto a una versione 1.3 CTDi e addirittura il 55% rispetto a quelle che montano il 1.400 a benzina.
Inoltre, poiché non influisce sull’inquinamento in quanto è un tipo di propulsione intrinsecamente pulita, assicura la possibilità di circolare liberamente anche nei periodi di blocco totale o limitazione del traffico e, infine, permette di parcheggiare liberamente e legalmente il veicolo anche al coperto. Lo stivaggio del metano è affidato a 3 bombole, per un totale di 19 kg o 110 litri di volume, alloggiate in posizione sicura sotto il pianale, e a un serbatoio di riserva contenente 14 litri di benzina. Questa soluzione consente al guidatore di passare rapidamente all'alimentazione a benzina, quando le bombole di metano stanno per vuotarsi, e di raggiungere la più vicina stazione di rifornimento. Inoltre, aumenta l’autonomia del veicolo da 400 a circa 550 chilometri senza comprometterne la capacità di carico, che secondo la versione resta compresa tra 2,8 e 3,2 metri cubi come per le varianti spinte da motori a benzina o turbodiesel.