COMMEDIA SENTIMENTALE La famelica Isabella Ferrari alla ricerca dell’uomo giusto

Come si riconosce un film d’autore italiano? Dal karaoke. Ossia dalla scena cruciale - arriva sempre, puoi giurarci - con il (o la) protagonista che guidando l’auto piglia a cantare a squarciagola su un motivetto alla radio. In Amatemi accade due volte. Isabella Ferrari intona Bellamore; Marco Giallini, uno dei suoi amanti, spiegazzato e simpatico, alla mattina bofonchia Tanta voglia di te, in attesa che attacchi il disco. Moretti docet: però la furbizia strappa-applauso alla lunga stona. Amatemi è un film pensato, scritto e cucito addosso alla Ferrari, moglie del regista, avvolta in un erotismo «gaio, colorato, vivace». Tutto labbra scarlatte, primi piani intensi, calze autoreggenti, falcate imperiose e morbide nudità. Speaker in un fantascientifico centro commerciale sulla costa romagnola, la mal maritata Nina riscopre la propria femminilità tumefatta e umiliata, quindi la leggerezza dell’esistenza, attraverso un percorso sessuale che la porta a sperimentare vari uomini: il goffo, il buffo, il timido, il misterioso. Modelli: Antonioni, Zurlini e Truffaut. Cast simpatico, ma la sophisticated comedy resta un po’ nelle intenzioni.

AMATEMI (Italia 2004) di Renato De Maria con Isabella Ferrari, Valerio Mastandrea. 100 minuti.