Il commento La corsa di Castro al record dell’immortalità

«La notizia della mia morte è vastamente esagerata». Avrebbe potuto dirlo Fidel Castro ancora una volta, nella sua qualità dell’uomo più spesso sepolto nella vita. Di solito Fidel non smentisce. Questa volta però gli esuli cubani di Miami e dintorni debbono aver festeggiato l’evento in modo un po’ troppo rumoroso e allora la smentita è arrivata. Però non nella forma grossolana di un annuncio ufficiale, bensì attraverso mani gentili. Fidel si era incontrato con Cristina Kirchner e li avevano fotografati assieme. Quando poi la presidente argentina è arrivata in visita a Caracas le hanno fatto pervenire le immagini e lei, graziosamente, le ha rese pubbliche. Ha anche aggiunto che durante il loro colloquio Castro «sembrava proprio sano». I «coccodrilli» che sulla stampa di tutto il mondo vengono continuamente aggiornati e tenuti a portata di mano gli portano, evidentemente, fortuna. Posso testimoniarlo perché io ne ho già scritti undici. Potrebbero, i «coccodrillisti» scendere in sciopero, a rischio che si diffonda poi un’altra leggenda, a scelta quella dell’immortalità del dittatore cubano, oppure del suo decesso avvenuto chissà quanti anni fa e tenuto segreto alla mitica maniera staliniana. Per ristabilire un po’ l’equilibrio, allora, ne ha parlato Fidel in persona. Confermando di star meglio, ma prevedendo che «forse non ci sarò più alla fine del mandato presidenziale di ». Non ha specificato se del primo - fra quattro anni - o del probabile secondo, fra otto. In questo caso Fidel ne avrebbe 90. Non proprio il record mondiale, ma quasi.
Egli ha fatto in tempo a sopravvivere al cinquantesimo anniversario della sua Revolucion, ha largamente battuto il suo conterraneo galiziano Francisco Franco (che si è fermato a 39 anni di potere). Un primato irraggiungibile è quello di Francesco Giuseppe, Cecco Beppe per i nemici, che sul trono dell’Austria-Ungheria ci rimase 68 anni di fila e ci morì. Qualche possibilità c’è invece per quanto riguarda Sihanouk, re di Cambogia, che è vero si è formalmente dimesso qualche anno fa, ma conserva il titolo di re e delle funzioni curiosamente simili a quelle di principe ereditario. Se consideriamo valide tutte queste sue credenziali Castro ha veramente poche speranze di agguantare il monarca asiatico, che ricevette la corona nel remoto 1941 in un documento firmato da Philippe Pétain, che immaginiamo seduto a una scrivania del suo ufficio di Vichy con i tedeschi che occupavano la Francia e i giapponesi l’Indocina: ma il protettorato della Cambogia era rimasto senza un sovrano e bisognava pur darglielo. Fidel è quasi altrettanto arcaico se si considera che appartiene al defunto pianeta comunista, però come vitalità ha superato tutti. Basta vederlo nella foto come gli sorride l’affascinante Cristina mentre parlano - lo ha raccontato lei - «di questo di quello ma sempre di politica» e fanno tanto auguri a .