Il commento Dalle stelle alle stalle Gli Usa a piedi nella corsa spaziale

Altro che conquista dello spazio: per viaggiare tra le stelle gli astronauti americani dovranno presto chiedere un passaggio sulle navicelle spaziali russe. Questo dal 2011 fino al 2014, forse fino al 2016. Una prospettiva umiliante per una superpotenza che ha fatto del dominio dello spazio a fini scientifici, commerciali e militari, una delle proprie priorità. La Russia poi chiede cifre esorbitanti per permettere agli astronauti americani di raggiungere la stazione spaziale internazionale, la Iss, in orbita intorno alla terra: ogni viaggetto costerà la bellezza di 51 milioni di dollari per ciascun astronauta. Questa è la richiesta della Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, che ha deciso di ritoccare al rialzo i propri listini a partire dal 2012, quando scadrà l'attuale contratto.
La Nasa, l’agenzia spaziale statunitense è in evidente imbarazzo. Ha deciso di sospendere l’attività di lancio con le attuali navette, gli space shuttle, a partire dalla fine del 2010. La missione di «riparazione» del telescopio spaziale Hubble, attualmente in corso e che si concluderà lunedì, rappresenta il canto del cigno per il programma shuttle. Dopo questa rischiosa e spettacolare missione i tre shuttle rimasti effettueranno ancora 8 voli. Dopo di che la stagione degli shuttle si concluderà malinconicamente. Il nuovo veicolo spaziale abitato statunitense, battezzato Orion e lanciato dal vettore Ares I non sarà pronto prima del 2014 e pienamente operativo solo dal 2016, anche se il lancio dimostrativo di un Ares senza equipaggio avverrà quest'anno. Ares I e Orion sono parte dell'ambizioso programma Constellation che mira a creare una presenza umana permanente sulla Luna, in vista dell'invio di astronauti su Marte. Logica vorrebbe che la Nasa continuasse a usare gli shuttle fino all'entrata in servizio di Orion/Ares. Ma al momento questo non è possibile, per due motivi: ogni lancio dello shuttle costa circa 500 milioni di dollari. Inoltre lo shuttle è garantito come «sicuro» per volare fino a fine del 2010: per superare il termine occorre una attività di re-certificazione complessa quanto costosa e che richiede l'assunzione di delicate responsabilità. Dopo aver perso in tragici incidenti due shuttle la Nasa è restia a correre rischi.
La decisione diventa politica. Spetta al presidente Obama, che ha da poco insediato una commissione guidata dal decano Norman Agustine per rivedere la politica spaziale. Ma sullo shuttle bisogna decidere in fretta. Alla Nasa sperano che si aggiunga qualche missione al manifesto di lancio degli shuttle, per ridurre il «buco» di capacità e la dipendenza da Mosca. Tra l'altro con il pensionamento degli shuttle la Nasa si troverà con un corpo di astronauti che rischiano la disoccupazione. Anche in un clima di crisi economica questo è davvero troppo, senza contare che anche Cina e India stanno investendo massicciamente per mandare i propri astronauti in orbita e magari sulla luna. Altro che dominio americano dello spazio.