Il concorso del Comune? Una mini-sanatoria

Può partecipare solo chi già lavora presso l’assessorato

Silvia Marchetti

Nella tempesta elettorale, pochi si sono accorti degli ultimi due bandi di selezione di personale pubblicati dal Comune. A prima vista, tutto regolare: indetti quattro giorni fa, scadono il 20 aprile e prevedono una prova orale e una scritta. La domanda d’iscrizione (con il bando) è direttamente scaricabile dal sito istituzionale del Campidoglio.
Il I dipartimento, responsabile delle risorse umane, è infatti a caccia di 64 lavoratori «fissi» da impiegare nei servizi orientamento al lavoro dell’assessorato alle Politiche lavorative, guidato da Rifondazione comunista. Il primo bando è finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato di 30 istruttori (categoria C), mentre il secondo di 34 funzionari (categoria D). Ma a Fabrizio Ghera - consigliere comunale di An - è bastato aprire il bando e leggere i requisiti d’ammissione per gridare subito allo scandalo, denunciando una «mini sanatoria» a favore di alcuni precari.
Tra i requisiti d’ammissione, infatti, oltre ai generali quali la cittadinanza italiana, l’età non inferiore ai 18 anni, il godimento dei diritti politici e l’assenza di precedenti penali, ci sono pure quelli specifici. Ed è qui che si nasconde «il condono». Al di là dell’obbligo della laurea per i funzionari e del diploma di scuola media per gli istruttori, entrambi i bandi sono infatti riservati esclusivamente a chi - si legge - ha «esperienza di almeno 10 mesi (per gli istruttori, un anno per i funzionari) con contratto a tempo determinato presso i centri per l’orientamento al lavoro del Comune di Roma, anche se non continuativo», ed «è in servizio alla data di scadenza del bando».
Insomma, può partecipare al concorso solo chi sta già lavorando presso i servizi per l’orientamento e continuerà a lavorarci fino al 20 aprile - senza pausa d’interruzione - seppur con un contratto atipico, a tempo determinato o Co.co.co. A fare domanda, quindi, saranno solo gli interni che hanno vissuto finora con l’incubo dei rinnovi e delle scadenze contrattuali, mentre per gli aspiranti esterni la strada è sbarrata già in partenza.
«Questo bando non è altro che una piccola sanatoria per regolarizzare i precari - tuona Ghera - indetto giusto in tempo per le comunali di maggio. Ci mancava solo che ci mettessero pure i nomi delle persone indicate».
La tempistica del bando è infatti alquanto sospetta. «Paolo Carrazza, neo assessore alle Politiche del Lavoro - continua Ghera - è stato così costretto a sistemare i precari del suo predecessore Luigi Nieri con delle selezioni pre-confezionate, tagliate su misura. Una vera farsa». E come si legge nei bandi, si tratterà di una sistemazione più che definitiva: ai vincitori verrà infatti applicato «il rapporto di lavoro a tempo indeterminato ai sensi del contratto collettivo nazionale del lavoro, comparto regioni-enti locali». Fabrizio Ghera nei prossimi giorni presenterà in merito un’interrogazione urgente: «Veltroni deve chiarire sia perché in passato sono stati assunti così tanti precari, sia il perché delle procedure e delle irregolarità presenti in questi bandi».