Il Conegliano Valdobbiadene si racconta con il Vino in Villa

Il Prosecco superiore Docg brinda sul territorio che è candidato a diventare patrimonio dell'umanità

Andrea Rossetti

Nel 1574 al passaggio di Enrico III Re di Polonia che si recava a Parigi per essere incoronato Re di Francia, la comunità di Conegliano fece sgorgare per un giorno intero dalla fontana del Nettuno il vino bianco dei colli. Il prosecco. Nel 1931, nella Storia della vite e del vino in Italia di Marescalchi e Dalmasso il vino viene descritto come «realmente superiore, con profumo marcato, molto serbevole». Ora la terra delle «bollicine» sta per diventare patrimonio dell'Umanità. E il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG festeggia con l'iniziativa «Vino in Villa» che quest'anno giunge alla sua ventesima edizione: grazie anche all'Istituto diocesano «Beato Toniolo Le Vie dei Santi» e al Comitato turismo religioso diocesi di Belluno-Feltre e Vittorio Veneto, oggi e domani si potrà visitare il territorio da un altro punto di vista, quello di dodici luoghi sacri che custodiscono tesori antichi e preziosi. Ad ogni tappa si assisterà ad un evento musicale che si ripeterà nel corso della giornata. Lunedì 22 maggio a Conegliano si terranno, invece, gli Stati Generali del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, un momento di approfondimento sulla Denominazione e un'occasione di confronto sugli aspetti enologici rivolto agli operatori e agli esperti del settore, organizzato in collaborazione con l'Associazione Italiana Sommelier e con il contributo di critici ed esperti nazionali e internazionali.

Il programma è stato annunciato all'ultimo Vinitaly. «Si tratta del più importante appuntamento annuale dedicato al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e di un'occasione privilegiata per approfondire l'ultima annata del prodotto attraverso le degustazioni, per conoscerne le varie tipologie, gli incontri con i produttori, per cogliere le differenze tra le aree di coltivazioni, e la visita al territorio, così incantevole e prezioso, da essere candidato a entrare nella prestigiosa rosa dei siti Patrimonio dell'Umanità Unesco», ha sottolineato il presidente del Consorzio, Innocente Nardi.

Il consorzio presieduto da Innocente Nardi brinda anche con un nuovo record: novanta milioni di bottiglie nel 2016, quasi l'8% in più rispetto al 2015, il 40% esportato in 100 Paesi, un valore raddoppiato dal 2003 ad oggi, con una crescita del prezzo medio specie nella fascia super premium e delle selezioni. La Germania continua a rappresentare il primo mercato di sbocco, seguito da quello inglese in cui le vendite hanno marcato un +21%. Ma il Prosecco Superiore Docg fa impazzire anche i cosiddetti millenials negli Stati Uniti: sugli scaffali americani il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ha registrato una crescita del volume del 7,9% con un miglioramento del business dato il contestuale incremento del valore del 9,3%.

Nonostante il progressivo aumento degli incassi, la denominazione Conegliano Valdobbiadene è partita da un territorio circoscritto a 15 comuni nel 1969 senza mai allargare i propri confini. Nel 2015 gli ettari vitati erano 7.195, nel 2016 gli ettari sono 7.300. La sfida vera è l'aumento di valore, posizionarsi nel segmento più alto, e i risultati del 2016 dimostrano che la strada è quella giusta. Sta sempre di più emergendo l'identità culturale del territorio, la «viticoltura eroica» su queste colline ora candidate a Patrimonio dell'Umanità per l'Unesco.

Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ha un mercato domestico che assorbe il 59% dei 90 milioni di bottiglie prodotti, e di conseguenza il focus dell'azione risiede nel rafforzamento del trend positivo registrato nel 2016 specialmente nel settore delle aziende alberghiere, di ristorazione e catering, ristoranti e bar, il quale contribuisce con il 30% del mercato nazionale. Il primo trimestre 2017 mostra un'ulteriore crescita e Conegliano si conferma un centro di ricerca e di sapere a livello internazionale, dove è nata la prima scuola enologica nel 1876.