Il conflitto congelato per 15 anni

All’inizio degli anni Novanta l’Ossezia Meridionale proclamò la
sua indipendenza dalla Georgia. Dopo la prima guerra civile, nel 1991, Tbilisi ha sancito una fragile tregua con la
regione separatista

Mosca - È dall’inizio degli anni Novanta che l’Ossezia Meridionale proclama la sua indipendenza dalla Georgia, che insiste per definire la regione Samachablo, o Tskhinvali, dal nome della sua capitale.

Dopo la prima guerra civile, fra il 1991 e l’anno successivo, così come è accaduto in Abkhazia, Tbilisi ha sancito una fragile tregua con la regione separatista, grazie alla supervisione della Russia che ha anche inviato "cachi blu", oltre a concedere piano piano la nazionalità a oltre la metà dei 70mila residenti. Da allora è un’amministrazione locale a gestire gli affari correnti e il conflitto è stato considerato "congelato fino a poche settimane fa. Nessun altro Paese, neanche la Russia, l’ha riconosciuta come stato sovrano. Solo in primavera, il Cremlino ha riconociuto le entità che governano l’Ossezia meridionale e l’Abkhazia, un gesto provocatorio in risposta al riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo, nel febbraio scorso, da parte di una gran parte della comunità internazionale e all’intenzione, poi rimandata, della Nato di avviare il processo di ammissione di Georgia e Ucraina.

Dall’inizio del suo mandato a presidente nel 2004, il filo americano Mikhail Saakashvili ha lavorato per riportare Ossezia Meridionale e Abkhazia sotto il controllo di Tbilisi. In un primo momento ha offerto alle regioni indipendentiste l’avvio di un dialogo e un’ampia autonomia, ma nel quadro di un unico stato. Nel 2006 gli osseti hanno indetto un referendum, non riconosciuto come valido a Tbilisi così come il suo esito positivo, per l’indipendenza. Gli osseti si riconoscono in un gruppo etnico differente dai georgiani che rappresentano solo un terzo della popolazione della regione separatista. Rivendicano le loro origini nelle pianure russe a sud del fiume Don.

Nel tredicesimo secolo furono spinti nelle montagne del Caucaso dalle invasioni mongole. E per questo chiedono il "ricongiungimento" con l’Ossezia settentrionale, uno degli elementi della Federazione russa. Lo scorso luglio Mosca ha ammesso che i suoi caccia sono entrati nello spazio aereo georgiano in corrispondenza dell’Ossezia Meridionale "per raffreddare le teste calde di Tbilisi". Sporadici scontri sono scoppiati successivamente, fino a che lo scorso fine settimana sei persone sono rimaste uccise da proiettili sparati dai militari georgiani.