La conquista dell’Eiger, storia di una grande sfida

Lorenzo Scandroglio

L'Eiger, ovvero il grande "orco" dell'oberland bernese, continua ad essere un simbolo nella storia dell'alpinismo. Insieme alla nord del Cervino e delle Grandes Jorasses, l'Eiger Nordwand, la parete nord dell'Eiger, è rimasta a lungo uno degli "Ultimi tre problemi delle Alpi" (che è anche il titolo di un libro di Anderl Heckmair ripubblicato ora da Cda&Vivalda). Risolto dalla cordata tedesco-austriaca di Heckmair e Harrer (autore quest'ultimo del best seller "Sette anni in Tibet") nel luglio del 1938, per il movimento alpinistico italiano rimase un tabù. Nel 1937 infatti i vicentini Menti e Sandri erano periti sulla parete e altri successivi tentativi erano finiti in tragedia. Finché nel 1962 due cordate italiane si incontrarono a metà parete e proseguirono insieme fino al successo. Una storia appassionante in cui si intrecciano la storia dell'alpinismo e la storia tout-court e che approda alle vicende di questi sei piccoli grandi uomini (Aste, Acquistapace, Airoldi, Mellano, Perego, Solina) protagonisti di un'impresa che non è bastata a dare loro la notorietà che meritavano, se è vero che furono alpinisti da annoverare fra i "fortissimi". Una storia, questa, che il bresciano Giovanni Capra (membro della commissione scialpinismo della Federazione Italiana Sport Invernali) ci racconta, con il supporto di alcune belle immagini, nel suo "Due cordate per una parete" (Corbaccio, pagg. 400, euro 18,60), tassello fondamentale per lo scaffale dell'appassionato.
Scaffale su cui non può mancare - come ha rilevato il Club Alpino Italiano che ha patrocinato l'opera - l'"Atlante orografico delle Alpi" di Sergio Marazzi (Priuli & Verlucca Editori), libro che, dopo ottanta anni, ripropone la mappatura delle Alpi alla luce dell'attuale letteratura geografica europea. Un lavoro che costituirà, d'ora in poi, uno strumento necessario di confronto per l'edizione delle cartine dell'arco alpino (e tutti coloro che camminano o scalano sanno quanto sono importanti!) secondo nomenclatura e classificazione standard a livello europeo.
Andando a scartabellare in catalogo abbiamo trovato almeno altri due bei titoli che, pur non nuovi, meritano di essere rispolverati: si tratta di "Fotografia e alpinismo - La fotografia di montagna dai pionieri all'arrampicata sportiva" di Giuseppe Garimoldi e "Alpinia - Le Alpi e la loro gente" di Luigi Dematteis (entrambi Priuli & Verlucca).
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