Consapevoli, confusi distanti: un rapporto su italiani e risparmio

L’indagine PattiChiari sottolinea la necessità di migliorare in Italia la cultura finanziaria di base

Per il 90% degli italiani risparmiare è importante ma si accompagna spesso a uno stato d’ansia e di difficoltà nelle scelte. È quanto emerge dal secondo Rapporto 2006 «L’Italia che risparmia», realizzato da Ispo su richiesta del Consorzio PattiChiari. Importanza del risparmio, consapevolezza e stato d’ansia sono, quindi, correlati: quanto più il risparmio è importante - e quanto meno si è consapevoli e autonomi nella sua gestione - e tanto più si è in ansia. Il punto critico di questa relazione è l’informazione: il 66% degli italiani dimostra un particolare interesse nei confronti delle tematiche economico-finanziarie ma dimostra poco interesse a occuparsene. La prima barriera è costituita dall’insieme della scelta dei prodotti, del linguaggio dell’economia molto anglofilo e di tutte le difficoltà legate al passaggio di informazioni. Nella seconda barriera all’informazione consapevole si trovano invece il disagio, l’incompetenza, la paura di fare scelte sbagliate o la convinzione di non possedere risorse adeguate da investire. Esistono poi due tipologie di risparmiatori: quelli che sostengono di essere molto interessati al tema del risparmio e coloro che dichiarano di dedicare il giusto tempo all’informazione economica.
Caratteristiche, tuttavia, che non sono così nettamente definite, mentre è possibile individuare quattro macrocategorie, in base alle attitudini dimostrate nel rapporto con la banca. Oltre al 28% dei risparmiatori «Consapevoli» che dichiarano di essere informati e di saper gestire in autonomia il loro risparmio, si delinea un 31% che può essere definito come «Relazionista», che necessita di rafforzare la sua relazione con la banca. Informazione e formazione sono le due grandi necessità per il 28% dei risparmiatori che si collocano nei «Confusi». Vi sono infine i «Distanti», il 13%, che necessitano di incrementare la loro cultura del risparmio. Nonostante le varie sfumature sociologiche che connotano ogni tipologia, come età o titolo di studio, appare costante la necessità di relazionarsi meglio con la banca, all’insegna della personalizzazione del rapporto banca-cliente. Questa costante assume due volti: il risparmiatore consapevole a cui il rapporto standard non basta e richiede una consulenza personalizzata e mirata; il rischio di una tendenza passiva alla delega che porta a un ruolo passivo nei confronti della gestione del proprio risparmio.
In proposito il 70% degli italiani risponde che è importante far conoscere alla banca le proprie esigenze, ma meno del 50% è disposto a condividerle. Questo rischio evidenzia con forza la necessità di un profondo cambiamento culturale che coinvolge il settore bancario e tutte le parti sociali, in uno sforzo congiunto di informazione ed educazione popolare.