CONSIGLI DI FERRAGOSTO

L’anno delle elezioni comincia oggi, giorno di Ferragosto, e si concluderà con l'apertura del nuovo Parlamento. Dedichiamo dunque questa riflessione sia al presidente del Consiglio che a quegli italiani che nel maggio del 2001 votarono per la Casa delle libertà ma che poi, pur senza cambiare bandiera, hanno disertato le urne. Cominciamo con un dato storico: mai una coalizione guidata dal partito comunista o dai suoi successori ha conquistato il cinquanta per cento più uno degli italiani. Neppure quando, nel 1996, l’Ulivo di Romano Prodi vinse la maggioranza del Parlamento ma non degli elettori. La maggioranza degli italiani non voterà quindi per una tale coalizione neanche nel 2006, ma potrebbe egualmente determinarne la vittoria disertando le urne perché i dodici milioni di voti costanti delle sinistre diventerebbero maggioranza elettorale pur essendo minoranza nel Paese.
E qui mi rivolgo a Berlusconi a nome di quei milioni di italiani che se vivessero nel Regno Unito voterebbero per Tony Blair e non per i conservatori, e che in Italia votano per i partiti del centro destra. Nessuno di questi partiti è conservatore se non nella fedeltà a principi morali e civili. Quanto al resto siamo non solo riformisti ma anzi rivoluzionari dal momento che in democrazia l’unica rivoluzione possibile è quella delle riforme che cambiano un Paese.
Margaret Thatcher, che fu primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990, e che arrivò imbevuta delle lezioni di Friedrich von Hayek e di Milton Friedman, durante i primi quattro anni di lavoro fu inchiodata dai sindacati e dalle crisi che corrodevano il Regno Unito. Al secondo mandato la Thatcher rivoltò la Gran Bretagna come un guanto e la trasformò in uno dei Paesi più moderni, liberi, forti, ricchi, invidiabili e rispettati del mondo. E quindi, caro leader della coalizione, bisogna saper trasmettere un nuovo e forte messaggio agli elettori con i quali lei ha vinto ma senza i quali non potrebbe rivincere: un messaggio moderato e rivoluzionario allo stesso tempo che sappia promettere in modo convincente sia la sicurezza che le riforme radicali che non sono state ancora fatte: è bene non confondere il moderatismo con la rinuncia ad aggredire le rendite di posizione delle sinistre, che formano il vero partito conservatore e reazionario italiano.
È pur vero che viviamo sotto la minaccia del terrorismo, ma questo è prima di tutto un Paese che sta uscendo dalla paura e che torna a sperare e a consumare, come dimostra un Pil che risorge dalla depressione. Gli italiani chiedono sicurezza fisica ed economica, ma veri cambiamenti e non effetti speciali.
Infine, gli italiani vogliono essere trattati dai suoi partner ed essere costantemente informati. Il difetto di comunicazione ha mandato in bestia milioni di suoi elettori e infatti resta tuttora aperto il problema del fallimento della comunicazione, specialmente televisiva, durante il suo governo. Gli italiani hanno bisogno di sapere che la crisi sta passando anche se ci aspettano prove durissime e che il futuro non è quello dipinto dai terroristi della carta stampata. Infine gli italiani hanno bisogno della verità a cominciare da quella che emerge da tre anni intensi di lavoro della Commissione Mitrokhin che ha servito e sta servendo il Parlamento e il Paese con risultati di sconvolgente prospettiva ma che è stata scandalosamente e volutamente oscurata con una delle operazioni più vergognose della nostra storia. Non c’è davvero bisogno di ricordare al leader della coalizione degli italiani liberi che la libertà senza verità è una parola vuota e un imbroglio pericoloso. Buon anno di nuovo a tutti, dunque.
p.guzzanti@mclink.it