A conti fatti, spesi sette milioni

Sanremo - Alla fine rimangono i numeri. Quelli dello share tv li conosciamo, e tutto sommato sono alti. Ma quelli di cassa, insomma i conti del Festival, sono ben nascosti, a parte qualche conferma a denti stretti. La macchina che la Rai ha messo in piedi qui a Sanremo costa tra i 6 e i 7 milioni di euro, che lì per lì sembrano sproporzionati. Però a furia di sottrazioni, i conti tornano. Tanto per fare un esempio, solo il lampadario di cristalli che in sala stampa sovrasta il ring del Dopofestival vale trentamila euro. Un milione e rotti vanno alla Hunziker. Un po’ meno, ma siamo lì, a Pippo Baudo, a Chiambretti circa 250mila, più o meno come Penelope Cruz. A seguire ci sono i cantanti in gara. Per rendere l’idea, lo sbarco di Al Bano è costato 49mila euro (attenzione, sono rimborsi spesa, non cachet) e la cifra è più o meno identica a quella degli altri concorrenti della categoria Big. Ogni artista arriva infatti con il suo entourage di assistenti, manager e via elencando, tutti bisognosi di vitto e alloggio per più di una settimana nei costosissimi e inadeguati alberghi sanremesi (per una stanza che normalmente costa 90 euro, ora se ne pagano 250 circa). Insomma, con 20 concorrenti a cinquantamila l’uno si arriva a un altro milione, cui si sommano cifre inferiori per ciascuno dei quattordici giovani. Poi gli ospiti, tutti a parte Penelope Cruz, pagati con semplici rimborsi spese. Ad esempio, per John Legend la Rai ha speso circa trentamila euro, e così per ogni altro cantante fuori gara (ad esempio la Nannini aveva un albergo a Montecarlo). Siamo a circa 4 milioni di euro. Infine bisogna aggiungere l’enorme quantità di personale che per due settimane lavora e poi bivacca a Sanremo a spese Rai, muovendo una fila lunghissima di Tir stracarichi di apparecchiature per la trasmissione. Tirando i conti, allora, il bilancio finale si divide in due. Da una parte le cifre ad effetto, come i 2500 euro giornalieri riservati a truccatore e parrucchiere di Michelle Hunziker. Dall’altra i grandi numeri, frutto della somma di migliaia di rimborsi spese, costi tecnici e varie ed eventuali.