Contrasti e panorami mozzafiato a cavallo del Circolo Polare Artico

La nave parte. Non aspetta nessuno, ma porta tutti. Ci sono un orario fissato, un porto d'imbarco e una rotta prestabilita. Bisogna essere puntuali per salire a bordo dell'Hurtigruten, lo storico postale dei fiordi norvegesi, e dare inizio a un viaggio che è uno spettacolo naturale in 3D.
Comincia a Bergen, naviga verso nord, passa per il Circolo Polare, tocca una trentina di porti e arriva a Tromsø, a Capo Nord o a Kirkenes, al confine con la Russia. Lungo il percorso si scopre l'altra Norvegia. Quella che con Oslo o con la stessa Bergen ha poco in comune. La ricca capitale, con il suo palazzo reale, il municipio, celebre perché sede della cerimonia d'assegnazione del Nobel per la Pace, e la National Gallery, dove sono esposti capolavori come L'urlo di Munch e L'autoritratto di Van Gogh, così come Bergen, seconda città per importanza del Paese, famosa per il pittoresco Bryggen, il quartiere sul porto con le case di legno colorato, sono il volto classico della Norvegia. Forse il più prevedibile. Di certo il più noto. Molto diverso da quello che si fa largo durante la navigazione del postale, che, nato come mezzo di trasporto e approvvigionamento più di un secolo fa, oggi funziona come mini-nave da crociera per viaggiatori open mind. Anzi. Open eyes.
L'Hurtigruten ha uno stile essenziale, porta al massimo 600 persone, ha cabine di dimensioni contenute, qualche bar, un gran ristorante, un'area fitness con sauna al coperto, piscina e jacuzzi riscaldate all'esterno. Non serve altro per godere del relax, del panorama, del viaggio. Che è lento, lungo (oltre 1.800 chilometri) e mai noioso. Proprio grazie alla carrellata continua di scorci e paesaggi che si susseguono porto dopo porto. E che si scorgono in ogni punto della nave: dalle grandi finestre degli spazi comuni, dagli oblò delle cabine, dai ponti all'aperto. Il tempo passa scandito da un caffè, una chiacchiera, un libro, un'escursione e un'infinità di fotografie. Non si rischia di perdersi in intrattenimenti e diversivi. Ci si concentra, come sotto ipnosi, sullo scenario. Che cambia via via che si va verso nord. Le casette colorate di Bergen lasciano posto agli edifici in stile art nouveau di Ålesund. Un piccolo centro molto ordinato da guardare dalla Fjellstua, il punto panoramico sulla sua collina che, raggiungibile a piedi (209 gradini) o in macchina, regala una vista impagabile: sul centro, sugli isolotti e sui fiordi all'orizzonte. Blu e verde sono i colori dominanti, intervallati da macchie colorate. Blu del mare, verde dei fiordi, ancora bassi e coperti di prati e boschi, giallo, azzurro e rosso di case e di fari. In prossimità di Trondheim il verde diventa bianco, i colli diventano monti, e il freddo diventa più intenso. Te ne accorgi di fronte alla Cattedrale di Nidaros, testimonianza unica nel suo doppio genere: una facciata è gotica e l'altra romanica. Mentre la visiti, ringrazi d'avere guanti e cappello. È estate, ma a certe latitudini funziona così. Non è un problema, è una sfida che ripaga anche i più freddolosi con la bellezza di questa Norvegia, dell'altra Norvegia. Quella naturale, luminosa, in questa stagione, fino a tarda sera, che conserva architetture di valore storico e artistico, come il duomo di Trondheim, appunto. Niente delude, tutto sorprende. E, poi, per riscaldarsi c'è sempre un caffè o una birra pronti al consumo. I prezzi sono alti, ma una tazza dell'uno o un boccale dell'altra sono concessi in vacanza. Il tempo stringe, la nave chiama, il passaggio del Circolo Polare aspetta e la meta successiva è Bodo. La tappa a terra prevede una gita in gommone: è una ventata di adrenalina. Coperti con tute termiche stile Ghostbuster, gli equipaggi partono alla scoperta di onde, correnti, maelstrom, dei mega-mulinelli creati dalle acque. Attorno ghiacciai. Da non credere. Da vedere. Il freddo? Gli schizzi? Ci sono, ma non si soffrono. Lasciati picchi maestosi e avvistate, se si è fortunati, aquile marine in volo, si torna a bordo, si salpa per le Isole Lofoten. Descriverle è dura, dimenticarle è impossibile. Perché sono isole di montagna. Un paradosso. Fa effetto sentir parlare di alte e basse maree quando attorno vedi baite e vette imbiancate. Pensi alle Dolomiti e capisci davvero cos'hai studiato sui banchi di scuola. Pensieri, immagini, visioni che imbarchi a Tromsø, porti a Oslo e ritiri a casa sotto forma di ricordi di viaggio. Info: www.visitnorway.com; il postale dei fiordi Hurtigruten in Italia è rappresentato da Giver Viaggi e Crociere, www.giverviaggi.com, che organizza partenze tutto l'anno, prenotabili nelle agenzie di viaggio. Formula nove giorni, con accompagnatore e volo inclusi, da 2.040 euro.