Contro la droga leggi severe e più prevenzione

Alberto Giannino*

Il Direttore scolastico generale della Lombardia, Mario Dutto, ha recentemente costituito un pool di ispettori scolastici che faranno un monitoraggio di tutte le scuole lombarde sul fenomeno droga.
Questa decisione (unica in Italia) è stata assunta dopo che alcuni professori del Liceo Scientifico Statale Leonardo di Milano hanno denunciato pubblicamente che il liceo è assediato dagli spacciatori anche dentro la scuola e che sono costretti a vigilare nei bagni e in ogni angolo della scuola.
Nelle scuole secondarie di I e II grado di Milano, secondo gli esperti delle Asl, l’80% dei giovani ha provato le droghe leggere (hashish e marijuana), mentre nelle discoteche si verifica lo stesso fenomeno con droghe sintetiche pericolose, incolore e insapore. Poi ci sono i giovani cosiddetti «bene» e viziati che sniffano cocaina, droga molto richiesta sul mercato come abbiamo letto in questi giorni nelle cronache dei giornali.
Noi italiani deteniamo il triste primato del consumo di droga con la Repubblica Ceca e la Spagna. L’11% dei maschi e il 6% delle femmine consumano sostanze illegali. La droga è quasi sempre la conseguenza di una evasione dalle responsabilità, una contestazione aprioristica della struttura sociale che viene rifiutata senza produttive proposte di ragionevoli riforme, una espressione di masochismo motivata da carenza di valori. Chi si droga non comprende o ha smarrito il senso e il valore della vita, mettendola così a repentaglio, fino a perderla. Il drogato acquisisce una struttura mentale nichilista, preferendo superficialmente il nulla della morte al tutto della vita.
Secondo gli esperti in psicosociologia, la causa del fenomeno della droga è il senso di solitudine e di incomunicabilità che per disgrazia pesa su tutta la società moderna, rumorosa e alienata, e anche sulla stessa famiglia. La piaga della droga, favorita dai grandi interessi economici e a volte anche politici, si è estesa in tutto il mondo. Sotto il profilo morale il drogarsi è sempre illecito, perché comporta una rinuncia ingiustificata ed irrazionale a pensare, volere e agire come persone libere. La droga è contro la vita. Non si può parlare della «libertà di drogarsi» né del «diritto alla droga», perché l’essere umano non ha il diritto di danneggiare se stesso e non può né deve mai abdicare alla dignità personale che gli viene da Dio e meno ancora ha diritto di far pagare agli altri la sua scelta.
La droga, per l’intrinseca gravità e per la devastante estensione è un fenomeno che minaccia il genere umano, incrina nell’ambiente familiare e nel tessuto sociale le più profonde ragioni di quella speranza che, per esser tale, dev’essere speranza nella vita, speranza di vita.
La prevenzione, come educazione al significato dei valori che rendono la vita degna di essere vissuta, il senso profondo della vita, dell’amore e della sessualità, possono far veramente sì che la domanda e l’offerta di droga diminuisca. Non si può più dire che ci siano Paesi produttori da una parte e consumatori dall’altra. Nessuno è estraneo a quest’onda nefasta che copre tutto. Siamo tutti coinvolti, i baroni della droga sono più forti e distruggono più nei Paesi ricchi che in quelli poveri. È necessario che le istituzioni preposte pongano un freno all’espandersi del mercato delle sostanze stupefacenti, magari attraverso una nuova legge. E le tre agenzie educative più importanti della società, famiglia, scuola e comunità ecclesiale, devono fare di più. Oltre la vigilanza, occorre educare e prevenire.
*presidente Associazione docenti cattolici