Contro il partito della ribellione

"Fate che esso trionfi per ogni dove, come spera e minaccia"

Chiunque conosce qual sia il procedere, quale la forza, quali gli accorgimenti, quale l'immensa moltitudine dei complici arruolati in tutte le genti europee dal partito della ribellione; chi mira i preparativi che già si fanno in Ispagna, in Ungheria, per uno scoppio imminente; vedrà benissimo non trattarsi qui né di timor panico, né di remoto avvenire: i banditori e gli eroi del partito parlano alto e chiaro. Fate che esso trionfi per ogni dove, come spera e minaccia: mettetegli in mano gli eserciti, le polizie, le burocrazie, i vapori, i telegrafi, i giornali di tutta l'Europa, di tutto il mondo incivilito; e misuratene poi, se potete, coll'immaginazione la smisurata, la truculenta tirannide. Immaginatevi gli orrori dell'anarchia siciliana trasportati in tutti i punti d'Europa e ridotti a un maestrevole meccanismo maneggiato dal Grande Oriente del Massonismo e vedete se potete ideare tirannide più spaventevole. Quando il Cristianesimo nascente si dibattea fra gli artigli dei Cesari persecutori, le vittime poteano fuggire, ci volea tempo per raggiungerle; si ascondevano nelle catacombe, e quella notte le sottraeva all'occhio dei nemici; erravano travestite di terra in terra e poteano essere ignorate. Ma qual è oggi quella catacomba sì cupa, che nasconda al guardo della polizia? Chi può viaggiare senza passaporto? Qual fuga è sì celere che non la precorra il telegrafo, che non la raggiunga il vapore? Energia di mezzi, immortalità di governo, impossibilità di resistenza materiale, eccovi tre elementi di tirannia insuperabile che si prepara non solo ai Cattolici, ma a tutto il mondo incivilito ed onesto, sotto nome di libertà italiana. Qual altro scampo potrebbe sperarsi in mancanza di ogni resistenza materiale? Alla onnipotenza della forza, concentrata in mano di un Governo settario, potrebbe ancora contrapporsi la speranza che restituita al sentimento religioso la sua attività, e rialzatone, il termometro, potesse scemarsi la forza del principio di distruzione, di compressione politica. E buon per noi se questo sentimento religioso accennasse a risorgere! Sarebbe il più nobile, il più efficace, il più blando fra tutti i mezzi per distruggere la tirannia. Ma la quistione italiana ci promette tutt'altro: giacché qual è il punto, a cui deve appoggiarsi la leva per rialzare il caduto sentimento religioso? Un Cattolico non può ignorarlo: la pietra fondamentale del sentimento religioso, e per conseguenza della libertà, è il Papato.

Da La libertà tirannia (1860)