Copia della Magna Charta venduta all'asta per 15 milioni di euro

L’unica copia della Magna
Charta Libertatum in mani private risalente al tredicesimo secolo è stata venduta da Sotheby’s a New York per la cifra record di 21,32 milioni di dollari (circa 15 milioni
di euro) nella prima asta di quello che è universalmente riconosciuto come il primo
documento fondamentale per la concessione dei diritti dei cittadini

New York - L’unica copia della Magna Charta Libertatum in mani private risalente al tredicesimo secolo è stata venduta questa mattina da Sotheby’s a New York per la cifra record di 21,32 milioni di dollari (circa 15 milioni di euro) nella prima asta di quello che è universalmente riconosciuto come il primo documento fondamentale per la concessione dei diritti dei cittadini. L’acquirente è David Rubenstein, fondatore della società finanziaria Carlyle Group ed ex consigliere del presidente americano Jimmy Carter.

Del documento originale si sono conservate 17 copie. Quella che è andata all`asta, firmata dal re Edoardo I e risalente al 1297, è scritta in latino medievale su pergamena e, nonostante siano ormai passati oltre sette secoli, è rimasta intatta e perfettamente leggibile. Appartenuto per cinque secoli a una famiglia britannica, il documento era stato acquistato nel 1984 per 1,5 milioni di dollari dalla Fondazione Perot del filantropo miliardario americano Ross Perot, e preso in prestito per gli ultimi 23 anni dagli Archivi Nazionali di Washington.

Ed è proprio agli Archivi Nazionali che Rubenstein vorrebbe riportare il documento. "Pensavo che fosse molto importante che la Magna Charta restasse negli Stati Uniti ed ero preoccupato che l’unica copia che vi si trova potesse uscire dal Paese a seguito di quest’asta", ha dichiarato Rubenstein, citato dall’edizione digitale del quotidiano britannico The Times. Delle 17 copie rimaste del documento, solo due si trovano fuori dal Regno Unito: una è conservata in Australia, l'altra è quella appunto che è stata battuta all’asta a New York.

La Magna Carta (Magna Charta Libertatum) è la carta delle libertà che il Re inglese Giovanni Senzaterra fu costretto dai baroni a concedere, firmandola presso Runnymede, il 15 giugno 1215. Fra gli articoli più importanti, il divieto per il sovrano di imporre nuove tasse senza il previo consenso del Parlamento, la garanzia per tutti gli uomini di non poter essere imprigionati senza prima aver sostenuto un regolare processo (principio del "habeas corpus"), la riduzione del potere arbitrario del Re in termini di arresto preventivo e detenzione

Essa regolamentava inoltre i rapporti che intercorrevano fra Re e baroni, concedendo a questi ultimi alcune libertà in più rispetto a prima come, ad esempio, quella di costruire castelli ed edifici nei loro feudi senza l’esplicito benestare del sovrano. In materia economica liberalizzava i commerci fra Londra e il continente, soprattutto per quello che riguardava il commercio della lana con le Fiandre. Benché la Magna Carta nel corso dei secoli sia stata ripetutamente modificata da leggi ordinarie emanate dal Parlamento, conserva tuttora lo status di Carta fondamentale della monarchia britannica.