Un coro «filosofico» fatto di 10mila voci

Nei dodici volumi dell’Enciclopedia Bompiani, frutto di oltre cinquant’anni di ricerche, una completa ricognizione della storia del pensiero. Con i ritratti dei «big» e degli «outsider»

Nei tempi in cui il Pensiero consuma la sua Crisi, la Civiltà conosce il suo Tramonto e l’Occidente compie il Destino annunciato nel suo nome; quando ogni Certezza è minata dal Dubbio, ogni Credenza dalla Scepsi, la Morale più salda è tarlata da Relativismo, Materialismo, Decadentismo e la Realtà più solida è annientata da Nichilismo, Fallacia o Finzione, alla filosofia - c’è da temere - resteranno gracili Fondamenti su cui reggersi.
Niente paura. Vadano anche in pezzi tutti i Sistemi, le Strutture e le Sovrastrutture, smontate con Metodo di Decostruzione, Distruzione, Demistificazione, vadano anche in fumo le Favole belle, le pie illusioni, le Mitologie bianche, sfatate dalla Critica e dall’Ideologia: incessantemente e tanto più caparbiamente l’Amor di Sapienza, la Passione del Vero, la smania Tradizionale e Naturale di Conservazione, Riproduzione, Perpetuazione indurranno a raccoglier ceneri e a raccattar macerie. E andrà a finire che il Paesaggio delle Rovine cadute dal Cielo della Metafisica, dall’Iperuranio delle Idee o dall’Unità del Cosmo polverizzato in una miriade di Specializzazioni apparirà più vario e sorprendente dello scenario monolitico e monotono delle Origini.
Abbiamo usato le maiuscole. Ma tutte le parole con l’iniziale in grande impiegate per sbozzare uno scorcio dello stato e della storia del pensiero moderno si potevano mettere in stampatello, o in grassetto, o tra virgolette, o in evidenza con una bella riga di sottolineatura. Però sono tutte presentate con l’enfasi che meritano tra i lemmi della Enciclopedia Filosofica Bompiani, uscita di recente nell’ultima, aggiornatissima versione. La lunghissima sequenza - 12 volumi, diecimila voci, migliaia di pagine, a un prezzo forfait di circa trecento euro -, registrata in oltre mezzo secolo di ricerche dal Centro di Studi Filosofici di Gallarate, squaderna del panorama teoretico odierno una visione d’insieme tanto ampia che, da qualsiasi angolatura, angolo di pagina o voce la si prenda, metterà a disposizione infallibili strumenti di esplorazione e orientamento.
La linea di orizzonte che nel complesso vi si presenta - a volo radente su Campi Disciplinari diversi, con doverosi flash back sul passato e acute puntate in diretta sul vivo delle Questioni sempre aperte - appare di necessità fluttuante e discontinua. Spezzata a incuneare, o estesa ad accogliere, Fenomeni ed Espressioni con cui, a Rigor di Logica, la speculazione classica non credeva di avere a che fare. Come la Moda, il Cinema e la Televisione, la Vanità, l’Invecchiamento e la Clonazione. Il Matrimonio, l’Adulterio e la Privacy. Gli Scandali e le Perversioni sessuali. Vizi, Virtù e Virtualità. Informazione e Informatica. Interpretazione e Internet.
Nell’epoca del world wide web, anche la vecchia impronta del Vecchio Continente si cancella dal vocabolario della filosofia. Che accanto ad Arché, Principio et Uno (di memoria preellenica, rinascimentale rinascita e nietzscheana dissoluzione) pone Li e Qi: «l’inizio e il soffio» di confuciana dottrina. E, sistemate una volta per sempre al loro posto, nei ranghi inalterabili dell’ordine alfabetico, le ambizioni dell’Eurocentrismo, apre qualche punto di fuga verso le dottrine del Sivaismo indiano o le malinconie del Saudosismo lusitano. Preziosi, in tal senso, sono i contributi stranieri sugli «altri» credo, la varietà delle etnie, la specialità delle tecnologie e delle scienze. Sul Nuovo mondo e i mondi lontani, il medio e l’estremo Oriente, il continente eurasiatico, l’universo slavo...
Ricchissima poi la galleria dei ritratti: assieme a il Filosofo, qual è per antonomasia Aristotele, c’è un Carneade qualsiasi, citato con tanto di biografia e titolografia. Accanto a imbalsamati capiscuola, ci sono outsider mai incattedrati in accademia quali Boccaccio, Borges e Yeats, Omero, Pasolini e Céline. Accanto alle monumentali auctoritates, le istantanee di autori viventi: Cacciari, Vattimo, Reale, Mathieu che, oltre a comparire tra le nuove voci dell’opera, danno voce a propria firma a lemmi di loro pugno sottoscritti. Non è un caso che l’enciclopedia, rinunciando a un indice per temi, ospiti nelle prime 160 pagine l’elenco dei collaboratori che diretti da Virgilio Melchiorre hanno contribuito a redigerlo. Il Dizionario è poi un’opera a 360 gradi «enciclopedica». Chiude infatti nel cerchio del proprio perimetro il suo significato e la sua eco. E, a firma di Umberto Eco, comprende la più completa e convincente spiegazione di quel che si definisce un «Dizionario/Enciclopedia».