Corrado Stajano vince il «Bagutta» 2010 con «La città degli untori»

È il più antico premio letterario italiano, fondato a Milano nel 1927. Quest'anno il riconoscimento Opera Prima assegnato a Filippo Bologna

Corrado Stajano con «La città degli untori» (Garzanti) è il vincitore del Premio Bagutta 2010, il più antico premio letterario italiano - fondato a Milano nel 1927, diretto in passato anche da Bacchelli, Emilio Tadini e Mario Soldati - che verrà assegnato come di consueto nella cena di domenica 31 gennaio all'omonimo ristorante milanese. Il premi Bagutta opera prima è andato a Filippo Bologna per «Come ho perso la guerra» (Fandango).
Scegliendo il libro di Stajano, con un voto a larghissima maggioranza, la giuria (presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti e composta da Rosellina Archinto, Stefano Agosti, Eva Cantarella, Pietro Cheli, Dario Del Corno, Elio Franzini, Umberto Galimberti, Piero Gelli, Andrea Kerbaker, Nico Naldini, Giovanni Orelli, Elena Pontiggia, Mario Santagostini e Orio Vergani) ha inteso premiare, come si legge nella motivazione, «un testo forte, intenso, capace di fondere gli avvenimenti di ieri e quelli di oggi in un quadro ampiamente persuasivo. Un risultato cui ha contribuito lo stile, riuscito amalgama tra la rapidità di un reportage giornalistico e la scrittura profonda di un romanzo di qualità. Milano, "città degli untori" ne emerge con un ritratto a tutto tondo, spesso impietoso ma di sicuro corrispondente alla città contemporanea, discussa, discutibile, difficile, contraddittoria».
Quanto a «Come ho perso la guerra», esordio narrativo del trentaduenne toscano Filippo Bologna, si tratta di «un romanzo sapido e arguto, avventuroso e grottesco, che ha convinto i giurati per la sua freschezza».