Corsa al Campidoglio, Baccini si chiama fuori

Non sarà Mario Baccini a sfidare Veltroni per la poltrona di primo cittadino alle comunali della prossima primavera. Il ministro della Funzione pubblica ha rinunciato proprio ieri alla possibilità di correre per il Campidoglio con una scarna dichiarazione: «Io non sono candidato e non sono candidabile visto il mio impegno a costruire il partito dei moderati a Roma e nel resto del Paese». Tramonta così una delle ipotesi più accreditate negli ultimi due mesi, e cioè che a rappresentare il centrodestra fosse uno degli uomini forti dell’Udc. Dispiaciuto per la scelta di Baccini Luciano Ciocchetti, uno dei grandi sponsor della sua candidatura. «Era la persona giusta per sfidare Veltroni - ha dichiarato il capogruppo Udc alla Pisana -. Autorevole, moderato, cattolico e ben radicato sul territorio, Baccini aveva tutte le carte in regola per salire alla guida del Campidoglio. È comunque urgente dare rappresentanza politica ai moderati, al grande ceto medio italiano che oggi è poco rappresentato e garantito». Il partito di Follini, intanto, annuncia iniziative per il prossimo settembre. «Insieme al ministro Baccini - ha concluso Ciocchetti - lanceremo una grande iniziativa politica in tutti i quartieri di Roma perché dopo tredici anni di governo della sinistra è arrivato il momento di cambiare, per risolvere i tanti problemi che ha questa città».
Sarà dunque con ogni probabilità di Alleanza nazionale il candidato sindaco della Casa delle libertà. È infatti da considerare solo una boutade ferragostana l’ipotesi di Marco Follini come anti-Veltroni. Stesso discorso per Antonino Zichichi. Rimangono in lizza, per il momento, il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, e l’autocandidato Michele Baldi. «Per quanto mi riguarda ribadisco la mia candidatura alle prossime primarie e le valutazioni sulla validità delle varie persone lasciamole agli elettori», le parole del consigliere capitolino Baldi in risposta alle critiche di Gramazio dell’altroieri.
Più difficile che a sfidare Veltroni possa essere il ministro della Salute Francesco Storace. Nessuno ha sollevato dubbi ovviamente sul suo nome, fatto dall’europarlamentare di Forza Italia Antonio Tajani e rilanciato dallo stesso Alemanno. Figura di altissimo spicco, cattolico, di An e in grado di attrarre consensi anche a sinistra, sconta però la recente sconfitta contro Piero Marrazzo. Bisogna vedere poi se avrà voglia di rischiare una seconda debacle ad appena un anno di distanza. Inoltre il suo partito, e anche la sua corrente, «Destra sociale», sembra aver puntato già da tempo su Alemanno.
Sull’anti-Veltroni è intervenuta anche Alessandra Mussolini. «Mi sembra che il sindaco sia destinato a dormire sonni tranquilli in vista delle prossime elezioni comunali: non ha avversari mentre ha già cominciato la sua campagna elettorale - le parole della nipote del Duce, leader di “Alternativa sociale” -. Vedo un atteggiamento di resa da parte della stessa Cdl. Sembra quasi considerino Veltroni imbattibile». La Mussolini annuncia anche una «sorpresa» per i prossimi giorni, «forse l’unica capace di turbare i sonni tranquilli del sindaco». Neanche su un possibile accordo con il centrodestra si sbilancia. «A tutt’oggi non c’è nulla di nuovo quindi ci prepariamo anche noi ad affrontare la sfida». A settembre la decisione finale. Per trovare un nome che non sia sconfitto in partenza contro Veltroni.