Cortona, patria degli etruschi tra archeologia e antiquariato

Laura Gigliotti

Cortona etrusca, romana, medievale, rinascimentale e barocca, la patria di Luca Signorelli e di Severini, aggiunge una nuova perla al suo scrigno di bellezze. La città ai confini fra Toscana e Umbria, circondata da antichi vigneti e oliveti, dal vasto panorama della Val di Chiana e dal Lago Trasimeno, che ospita un turismo raffinato e cosmopolita e da oltre quarant’anni è sede della più importante Mostra mercato dell’antiquariato d'Italia, nel duecentesco Palazzo Casali ospita anche il nuovo Museo dell'Accademia etrusca e della città di Cortona.
Il Maec, questo l’acronimo, riunisce in un solo edificio due musei. Al piano nobile il settecentesco Museo dell’Accademia, ricco di diecimila volumi e di tesori come il Lampadario etrusco e la Tabula Cortonensis, terzo testo etrusco più lungo al mondo, e nei suggestivi spazi sotterranei, che hanno messo in vista tratti delle mura etrusche, la nuova sezione archeologica con i ritrovamenti etruschi e romani degli ultimi anni, in diretta relazione col Parco archeologico. Un Museo che scrive la storia di Cortona e del territorio circostante attraverso gli oggetti e che rappresenta il coronamento di una lavoro ventennale conclusosi felicemente con il concorso di molti soggetti.
Il progetto scientifico è dell'archeologo Mario Torelli che alla qualità dei reperti esposti accompagna la modernità dell’allestimento, realizzato dagli architetti Longobardi e Mandara, utilizzando le tecnologie più avanzate. Ai pezzi originali, provenienti dal Museo archeologico di Firenze, visibili attraverso lunghe pareti vetrate e accompagnati da didascalie bilingue, si accompagnano proiezioni e video che raccontano lo scavo e ricostruzioni virtuali dei siti archeologici. Per rendere più concreto e accessibile a tutti il rapporto col museo, nelle sale sono presenti anche plastici e copie dal vero dei più significativi reperti esposti.
Altro motivo di richiamo la presenza nel nascente Parco archeologico di 11 siti archeologici già restaurati e accessibili a seguito delle numerose campagne di scavo che dall'85, anno degli etruschi, si sono tenute nella zona. Fra questi la suggestiva Tanella di Pitagora del periodo ellenistico visitata da Vasari nel 1566, il Tumulo di Camucia individuato nel 1840 da Alessandro François e i Meloni del Sodo I e II («meloni» erano chiamate dai contadini le strane collinette che vedevano nei campi), scoperti lungo la vie che portano ad Arezzo e Chiusi Più semplice il primo, monumentale il secondo scoperto nel '28 con una piattaforma per le celebrazioni funerarie messa in luce nel 90, cui si accedeva mediante una ripida gradinata scolpita.
E qui alla storia dei ritrovamenti passati si aggiunge una scoperta recentissima quando proprio per facilitare la visita delle tombe del Sodo poste ai lati del canale Loreto ed evitare l’allagamento si decise di deviarne il corso. E così casualmente in un luogo dove si è scavato per secoli sono state trovate due tombe etrusche (una riutilizzata in epoca romana), e un articolato complesso edilizio. «Tombe mai saccheggiate che aggiungono una pagina importante alla storia di Cortona», dice l'archeologo Luca Fedeli. Tombe intatte, inviolate, che contengono urne cinerarie e un ricco corredo di ceramiche databili al VII sec. a. C. Brocche, ciotole, calici di bucchero e perfino una lancia in ferro, in tutto un centinaio di pezzi. E accanto i resti di un ampio complesso edilizio di cui fa parte un muro di oltre 24 metri di lunghezza.
Monumento a cielo aperto, con i suoi palazzi gentilizi, le sue chiese, i suoi siti archeologici (in località Ossaia La Tufa ci sono i resti di una villa romana), i suoi musei (oltre quello dell'Accademia da ricordare il Museo Diocesano con l’Annunciazione del Beato Angelico), Cortona va orgogliosa anche per l'eccellenza dei suoi vini e della sua cucina.
Cortona, Palazzo Casali, tel. 0575 - 637235. Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 19. info@cortonamaec.org.