Così Bossetti capì di essere figlio dell'autista

Il Dna gioca un ruolo fondamentale in uno dei processi più intricati degli ultimi anni

Il Dna gioca un ruolo fondamentale in uno dei processi più intricati degli ultimi anni: quello contro Massimo Bossetti, condannato all'ergastolo per l'omicidio della giovanissima Yara Gambirasio. Le informazioni nascoste nei geni non servono solo per incastrare l'assassino e dimostrare che sono sue le tracce trovate sui vestiti della vittima, ma, accidentalmente, svelano anche un altra verità. Il Dna di Massimo Bossetti non coincide con quello del presunto padre, ma è identico a quello dell'autista Giuseppe Guerinoni, morto nel 1999 e riesumato per le verifiche. Tanto da indurre i giudici a dire che Bossetti è figlio illegittimo, uno di una coppia di gemelli. Nonostante la madre neghi di aver avuto una relazione clandestina, i dati del laboratorio sembrano inconfutabili.

Anzi, sono stati proprio quei dati a dare inizio al lavoro di ricerca che ha portato a identificare «ignoto 1». Il caso della signora Bossetti ha sconvolto tutta Italia, tanto che da quel processo in avanti sono aumentate le richieste di test del Dna ed, evidentemente, in parecchi, si sono posti la domanda su paternità o origini.

Commenti

Raoul Pontalti

Mer, 03/01/2018 - 18:24

Sì: capì che il padre putativo era un cornuto e dunque che lui CONTEMPORANEAMENTE figlio di "buona donna" era...