Così il fair play fa ricco lo sportivo

Con venticinque anni di carriera alle spalle il giornalista sportivo Massimo Caputi ha capito che i personaggi di primo piano del mondo dello sport possono diventare ambasciatori di valori condivisi nella società civile. Un modo efficace, ad esempio, è il premio «I valori dello sport» che, arrivato alla sua terza edizione, si terrà il 28 maggio all’università Luiss Guido Carli: saranno premiati tredici personaggi del mondo dello sport per altrettante discipline sportive (tra i premiati dello scorso anno Damiano Tommasi e il pugile Vincenzo Cantatore). «L’idea è nata tre anni fa - racconta Caputi -. Avevamo voglia di fare un premio che fosse diverso rispetto agli altri e che non fosse dedicato soltanto al calcio, ma a tutte le discipline sportive. Volevamo dimostrare come lo sport sia uno straordinario mezzo per veicolare valori condivisi. Con lo sport si possono veicolare lealtà e rispetto per il prossimo, si può imparare a gestire le vittorie, ad accettare le sconfitte, a reagire positivamente in circostanze negative e a tendere la mano a un compagno in difficoltà».
Lo sport è dunque metafora della vita perché è regolato dagli stessi valori che ritroviamo ogni giorno. «Quello che accade in un campo di gara è ciò che accade nella vita - continua Caputi -. Lo sport è una vera e propria palestra per i giovani che vogliono imparare a vivere. Per questo abbiamo scelto di premiare atleti, dirigenti e allenatori che incarnano questi valori, affinché possano essere da esempio per i ragazzi». Caputi ricorda un episodio sportivo in particolare: «Un esempio di lealtà lo abbiamo avuto l’anno scorso quando Daniele De Rossi disse all’arbitro che aveva toccato il pallone con la mano. Il gol venne annullato e la partita riprese». De Rossi è infatti tra i candidati al premio di quest’anno, «anche se il calcio rappresenta solo una piccola parte di questo premio - ci tiene a sottolineare Caputi -, che prende in considerazione tutto il mondo dello sport con tutte le sue discipline, perché non deve esserci una superiorità del calcio dovuta alla sua popolarità. Sono infatti i cosiddetti sport minori a rappresentare il migliore esempio di valori: in questi non c’è la spinta del denaro e della popolarità, ma si gareggia e ci si allena soltanto per pura passione».
L’obiettivo del premio «I valori dello sport» è quindi sensibilizzare i giovani e incoraggiarli a praticare discipline sportive: «Non a caso l’università Luiss è nostra partner - conlude Caputi -: condividiamo con questa gli stessi valori e siamo certi che se riusciamo a far amare lo sport ai ragazzi, domani avremo una società migliore».